Ragadi anali nel bambino, come si curano

Che cosa sono le ragadi anali e come si curano? I tagli nella mucosa della zona attorno all’ano sono dolorosi e potrebbero aumentare la stitichezza.

Le ragadi anali nel bambino sono uno dei principali problemi che mettono in allerta i genitori, soprattutto quando trovano sangue nelle feci. Lo spavento può essere tanto. La prima cosa su cui riflettere è proprio il sangue: com’è? Se è rosso e vivo, vuol semplicemente dire che ci sono dei taglietti aperti nel retto.

Attenzione, non dobbiamo banalizzare e non vogliamo fare. Ma il sangue vivo non indica una patologia grave. Detto ciò le ragadi sono dolorosissime e possono diventare un problema per il piccolo. Da che cosa dipendono? I tagli superficiali della mucosa della zona attorno all’ano nella maggior parte dei casi si sono aperti a seguito di una forte stitichezza: le feci dure hanno lacerato la mucosa. Il bambino, già pigro, potrebbe rifiutarsi di fare la cacca.

Come si guarisce? I tempi possono essere lunghi, in alcuni casi ci vogliono mesi. Considerate mediamente un paio di mesi. Il primo passaggio per superare la ragade è ovviamente curare la stitichezza. Il pediatra potrebbe prescrivervi un prodotto (tipo il macrogol) per ammorbidire le feci. A livello locale si possono applicare delle pomatine esterne a base di olio vea, di vaselina o magari della connettivina per cicatrizzare la ragade.

Importante è curare l’alimentazione: la dieta deve essere ricca di fibre e liquidi. Fate bere il bambino e invogliatelo a mangiare tanta frutta e verdura. Evitate l’eccesso di cioccolato, latte vaccino (non più di 250 ml dopo i due anni). Educate quanto prima il piccolo al vasino: dategli i suoi tempi. Fatelo sedere anche 15 minuti al giorno, anche se non fa nulla.

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