Test di screening in gravidanza: quali fare nel primo trimestre?

Quali sono i test di screening consigliabili nel primo trimestre per accertarsi che il bambino non abbia malformazioni.

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Il primo trimestre è un periodo delicato. L’inizio della gravidanza è sempre un momento di grande emozione per la coppia che scopre di essere in attesa, di paura, perché la maggior parte degli aborti si manifesta entro la 12esima settimana e di dubbi. Quali sono questi dubbi? Cosa fare, quali esami, come sapere se sarà sano? Non tutte le domande hanno ovviamente una risposta. La cosa importante è contattate un ginecologo, perché entro la 12/13 settimana bisogna fare una visita, un’ecografia e una serie di esami del sangue.

L’esame di screening consigliato è il bitest abbinato alla translucenza nucale. Non è un esame diagnostico, ma permette di calcolare con un’alta attendibilità la percentuale di rischio di alcune anomalie cromosomiche del feto come, per esempio, la sindrome di Down, sin dalle prime settimane di gestazione.

La translucenza nucale consiste nella misurazione dello spessore di una minuscola falda di liquido posta fra la cute e la colonna vertebrale del feto, a livello della nuca, presente solo dalla 11a alla 14a settimana di gestazione. Si utilizza la sonda dell’ecografo ed è un ecografia esterna, non vaginale, mentre il bitest è un semplice esame del sangue attraverso cui si misurano la beta della gonadotropina corionica (BhCG) e la plasmaproteina A prodotte dall’unità feto-placenta.

Un altro esame potrebbe essere quello del Dna fetale. Si fa intorno all’11 settimana, quando è più probabile che la quantità di DNA fetale confluita nel sangue materno sia sufficiente per essere isolata e quindi analizzata. Attenzione, anche in questo caso parliamo di test di screening e non di diagnosi prenatale.


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