Bullismo nelle scuole: le parole della ministra Fedeli

Contro i bulli nelle scuole serve un polo di prossimità in ogni regione: le parole del ministro Fedeli.

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Bullismo nelle scuole, come agire per arginare un fenomeno sempre più dilagante, complici anche i social network? CoNaCy, il centro nazionale di Coordinamento Nazionale a supporto dei casi di Cyberbullismo scolastico voluto dal Miur, fa il punto della situazione dopo il primo semestre di attività, che ha visto interventi di prevenzione e di sensibilizzazione in più di 40 istituti scolastici, tra scuole secondarie di primo e di secondo grado, in tutta Italia. Sono stati 11mila gli studenti coinvolti, 1200 i docenti referenti e 1300 le ore di laboratori educativi.

Valeria Fedeli, Ministra dell'Istruzione, commenta i primi dati ufficiali:

Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare, a novembre, all’inaugurazione del centro CoNaCy, nato grazie al Protocollo d'intesa sottoscritto tra il Miur e la Casa Pediatrica dell'ASST Fatebenfratelli Sacco di Milano per costituire la prima Rete nazionale di supporto in materia di cyberbullismo e per le patologie web-correlate, rispondendo al bisogno di ascolto e alla domanda di intervento in una logica di prossimità.

La ministra sottolinea i risultati positivi raggiunti nel recupero delle vittime e anche dei bulli. Bisognerebbe inoltre favorire la nascita di realtà come queste anche in altre regioni italiane, magari con poli di prossimità per attivare tutti i servizi al contrasto del cyberbullismo. Poi aggiunge:

Ritengo che il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo sia possibile non solo attraverso il rafforzamento dell’alleanza educativa con la famiglie, ma anche tramite azioni di collaborazione efficace con enti e istituzioni capaci di intercettare e prevenire il disagio emotivo delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Proprio negli ultimi tempi abbiamo assistito a un'escalation di episodi e CoNaCy è stato molto attivo, con il coinvolgimento di 19 educatori e pedagogisti, 5 psicologi, 2 avvocati e rappresentanti delle forze dell'ordine.

Foto iStock

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