Mutismo selettivo, quando il bambino non riesce a parlare a causa dell’ansia

Settemila bambini soffrono di un grave problema che si chiama mutismo selettivo: riescono a comunicare solo con alcune persone.

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Ci sono bambini che sono dei veri chiacchieroni e i genitori talvolta sperano che vanga presto la sera per far riposare le orecchie. Queste mamme e questi papà sono molto fortunati. Purtroppo sono numerosi i bimbi che soffrono d’ansia e che manifestano questo problema con un assordante silenzio. È il mutismo selettivo, un problema che colpisce circa 7mila bambini, in particolare le bambine.

Il mutismo selettivo è spesso scambiato per timidezza eccessiva: il bambino non parla se non a casa o con persone con cui è molto intimo. Riesce a dialogare solo con un gruppo di persone ristrette, altrimenti tace. Bisogna fare attenzione perché il termine selettivo non indica una volontarietà dell’azione. Il fatto di restare in silenzio non è una scelta: il piccolo proprio non riesce a emettere una parola. Simona Chiodo della Neuropsichiatria infantile dell’Ausl, ha commentato a Corriere della Sera:

«Il disturbo può essere più o meno intenso e può insorgere tra i 3 e i 7 anni, con dei picchi quando il bimbo viene a confrontarsi con l’ambiente scolastico. Per il mutismo, oltre che il ruolo del genitore, è fondamentale anche quello dei maestri in grado di intercettare precocemente questo tipo di problema legato all’ansia sociale».

A Bologna, per affrontare la situazione, con la collaborazione di Aimuse, l’associazione che aiuta le famiglie con bambini che soffrono di mutismo selettivo, si stanno studiando dei percorsi speciali per i pazienti e una formazione più specifica.

Secondo i dati raccolti dall’Ocse, un bimbo che soffre d’ansia in età infantile ha un rischio tre-quattro volte superiore rispetto agli altri di sviluppare un disturbo dello stesso tipo in età adulta. I problemi di questo genere sono numerosi e sono in aumento, come i deficit di attenzione, l’iperattività e i disturbi di condotta.

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