Papà malato di leucemia rimanda le terapie per assistere al saggio della sua bambina

Un papà malato di una grave forma di leucemia ha chiesto al suo medico di rinviare le terapie per assistere al saggio di danza della sua bambina.

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Ci sono storie di grande dolore, che stringono il cuore e ci fanno sentire decisamente più fortunati. Il Corriere della Sera, riporta il racconto di un ematologo che ha in cura un giovane papà con una forma aggressiva di tumore del sangue. Il papà in questione si chiama Lorenzo, fa l’elettricista e ha 34 anni. Ha spiazzato il medico con una richiesta carica di amore, un amore che solo un genitore può comprendere profondamente:

«Vorrei rinviare l’inizio della terapia di una decina di giorni. Quello che basta per poter andare al primo saggio di danza della mia bambina e accompagnarla sul palco nel ballo finale, insieme a tutti gli altri papà».

Cosa c’è di più normale di voler accompagnare la propria bambina al saggio di danza? Eppure per Lorenzo si tratta di una scelta rischiosa, perché ritardare il trattamento nelle sue condizioni può essere pericoloso. Sono due anni che Lorenzo combatte la sua malattia, dopo 20 mesi dal primo trattamento per la leucemia linfatica acuta, il tumore è tornato, più aggressivo. E così è intervenuta la mamma:

«Ha detto: “Se non si può fare abbiamo un’alternativa. Mio fratello, lo zio di Lucia, a cui è la bimba molto legata, può sostituire il papà, ma noi preferiremmo ci fosse Lorenzo. Anche se questo comporta qualche rischio. Per noi è importante».

Ovviamente, ha vinto il papà. È andato al saggio e il giorno dopo è entrato in ospedale. Non ha vinto la malattia, ma come ha spiegato il medico: il valore della vita non può essere più misurato solo nella sua durata. Oggi ha sicuramente un motivo in più per combattere.

Via | Corriere della Sera

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