Bambini prematuri, il primo respiro svela se ci sono danni ai polmoni

Eventuali danni ai polmoni potrebbero essere curati tempestivamente nei nati prematuri monitorando il primo respiro con gli ultrasuoni.

Bambini prematuri

È il primo respiro di un neonato a fare la differenza. Osservandolo, infatti, i medici possono comprendere se il piccolo avrà eventuali problemi respiratori e agire tempestivamente. La notizia arriva da uno studio condotto dall’Università Monash di Melbourne. Durante la ricerca, gli scienziati hanno capito come utilizzare gli ultrasuoni per monitorare le condizioni dei polmoni dei neonati e immortalare il momento in cui l’aria esce per la prima volta dal loro corpo.

I bambini sani che nascono a termina si adattano all’ambiente esterno nei dieci minuti dopo il parto, se il piccolo però è prematuro ha bisogno di più tempo. Attualmente sono necessarie parecchie ore per determinare la gravità dei possibili problemi respiratori dei bebè nati prematuramente, poiché i medici devono misurare i livelli di ossigeno e svolgere varie valutazioni cliniche. Gli ultrasuoni possono ridurre i tempi e in soli 20 minuti i medici possono fare una diagnosi. Il dottor Douglas Blank, autore della ricerca, ha dichiarato:

“Speriamo che gli ultrasuoni ci aiutino a iniziare prima le terapie necessarie per aiutare i neonati. È stato divertente osservare i bambini respirare per la prima volta. Quando emettono il primo respiro, l’immagine catturata dagli ultrasuoni, inizialmente scura e di forma rettangolare, diventa molto più chiara e attraversata da fasce luminose”.

E poi ha anche aggiunto:

“Talvolta i neonati prematuri rischiano dei danni polmonari permanenti che possono causare problemi anche allo sviluppo e all’apprendimento. La macchina che consente loro di respirare potrebbe danneggiare i polmoni, causando vari problemi durante la crescita”.

Via | Sky

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