Baby Alive di Hasbro, le bambole che insegnano ai bambini la diversità di genere ed etnia

Una bambola per imparare che non siamo tutti uguali e che questa diversità è un valore aggiunto alla nostra vita.

I bambini imparano giocando. È un gran verità ed è per questo che i genitori dovrebbero acquistare giochi intelligenti, adatti alla loro età e ogni tanto partecipare all’attività. Con questa logica Hasbro ha deciso di produrre delle bambole rivoluzionarie nel messaggio, ma fini ed eleganti a livello estetico. La bambola Baby Alive è studiata per insegnare ai bambini la diversità di genere e di etnia.

Per esempio, Sophie mi scappa la pipì, la bambola di punta di Baby Alive per il 2018 è proposta con diversi colore della pelle e dei capelli. Contro ogni pregiudizio e con la certezza che un mondo migliore, decisamente più aperto e tollerante, è possibile. Il segreto è partire dal basso, trasmettendo ai bambini questi concetti sin dai primi anni di vita. Anche grazie ai giocattoli, unendo l’utile al dilettevole.

Le Baby Alive sono bilingue e rispondono agli stimoli dei più piccoli anche in inglese. E sono studiate anche per i maschietti Baby Alive, senza alcuna differenza di genere, bensì personalizzando ancora di più l’esperienza di gioco e permettendo ai più piccoli di immedesimarsi maggiormente in quel momento, provando le stesse sensazioni di mamma e papà quando loro sono venuti al mondo.

La bambola più realistica è la Real as can be. Sarà come cullare e coccolare un vero neonato, pronto a rispondere a qualsiasi stimolo grazie a oltre 80 tra espressioni, versi ed suoni diversi. Basterà un cenno e la bambola girerà il volto verso la direzione da cui proviene la voce, reagendo con uno dei suoi versetti o sbattendo gli occhi.

Da non perdere anche Sweet Baby e Martina Spaghettina. Dal 2019 tutta la linea sarà disponibile in più etnie, includendo anche una versione asiatica; il colore della pelle e dei capelli, il taglio degli occhi e la forma del viso cambieranno in base alla provenienza geografica. Insomma, sono le uniche bambole multietniche, oltre che bilingue. E sarà possibile la modalità di gioco “mamma” o “papà”

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