Tasso di natalità in Italia 2018: per la SIN siamo come un paese in guerra

Come un paese in guerra. Questo il commento della SIN in merito ai dati che si riferiscono al tasso di natalità in Italia.

Tasso di natalità in Italia 2018

In Italia nascono sempre meno bambini. Non è una novità. Spesso sentiamo frasi forti di questo tipo, ma è un dato di fatto che il tasso di natalità in Italia è sempre più basso. In riferimento agli ultimi dati resi noti, la SIN - Società Italiana di Neonatologia - spiega che è come se fossimo un paese in guerra.

L'Italia sta diventando un paese di anziani. E sempre più povero. Fabio Mosca, presidente della SIN, lancia l'allarme sulla denatalità in Italia. Siamo uno dei paesi al mondo che fa meno figli. Il numero di figli per donna in età fertile è di 1.34: insieme alla Spagna siamo gli ultimi in Europa. Secondo le previsioni Eurostat, nel 2050 nasceranno solo 375mila bambini.

La famiglia italiana avrà un nuovo aspetto. Tre quinti dei bambini non avrà fratelli, cugini, zie e zii. Vivrà solo con i genitori, i nonni e i bisnonni. La popolazione è sempre più anziana: per 161 persone over 64 anni, ci sono solo 100 bambini under 15 anni.

In Italia nascono sempre meno bambini, un numero nettamente inferiore rispetto ai decessi (464.000 nati per 647.000 morti – Istat 2017), meno anche rispetto agli anni della prima e seconda Guerra Mondiale. Perdiamo ogni anno circa 180.000 persone, è come se città come Modena o Reggio Calabria fossero azzerate.

Sostiene Fabio Mosca, che poi spiega che la questione non è solo economica, ma anche culturale:

Il problema vero è che l’Italia non è neonato (e bambino) - centrica, il figlio è visto come un vincolo, un limite alla libertà, all’autonomia e all’affermazione personale, il nuovo stile di vita è individuale, “child free”. Ma una società senza figli è una società senza futuro. Non basta ridare autonomia ai giovani e renderli indipendenti prima, togliendo incertezza e precarietà, creando prima le condizioni per favorire decisioni familiari riproduttive. Non basta migliorare le politiche per la conciliazione tra casa e lavoro, rendendo l’organizzazione più adatta alle madri lavoratrici e offrendo asili e servizi numericamente ed economicamente adeguati. È ormai non più rimandabile adottare politiche che privilegino le donne, garantendo lavoro e stabilità, partendo dalla consapevolezza che oggi le donne che lavorano fanno più.

La SIN insieme alla Società Italiana di Pediatria e alla Società Italiana di Ginecologia sottolinea che le istituzioni devono supportare maggiormente le famiglie:

Foto iStock

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