Butterfly: la serie inglese dedicata ai bambini transgender

Debutta questa sera Butterfly, una serie inglese dedicata ai bambini transgender e alle loro famiglie.

Debutta in Italia questa sera la serie inglese dedicata ai bambini transgender, si intitola Butterfly e racconta la storia di una famiglia e di un bambino, nato maschio, che però si sente una femmina. Un argomento delicato affrontato con intelligenza e delicatezza e che mira a raccontare una realtà che coinvolge molte più famiglie di quanto non si possa pensare.

I bambini transgender non sono un’invenzione frutto della fantasia degli psicologi e nemmeno capricci per attirare l’attenzione, sono uno dei tanti modi in cui la nostra mente decodifica quello che siamo nel profondo e i disagi che emergono, lo fanno perché non possono essere ignorati, ne sopiti a comando.

Il telefilm racconta la storia di Max, un bambino che sente di non essere un maschio e che vuole diventare femmina, Maxine, che inizia a vestirsi da donna, a truccarsi e ad avere comportamenti e modi di fare che spiazzano i genitori. I problemi di identità di Max si ripercuotono sui suoi genitori che non hanno gli strumenti per affrontare i bisogni del figlio e che, non trovandosi più d’accordo, finiscono per separarsi.

Max si ritrova a vivere una doppia realtà: la vita con il papà in cui si comporta come tutti i maschi della sua età, e quella con la mamma che in casa gli permette di assecondare il bisogno di sentirsi una femmina. Butterfly racconta la frustrazione di un bambino che cresce, del suo corpo che cambia e che non sente appartenergli, la voglia e il bisogno di sentirsi se stesso. Viene affrontato anche l’argomento dei farmaci bloccanti della pubertà che servono a rallentare lo sviluppo degli organi sessuali secondari per permettere al bambino di capire a quale genere si sente più vicino prima di dover fare i conti anche con un corpo che cambia velocemente e inesorabilmente.

Butterfly ci trasporta in un mondo che per molti di noi è lontano e quasi inimmaginabile ma che è la quotidianità di tante famiglie che, fino a qualche anno fa, non immaginavano di avere a che fare con figli transgender e alle prese con l’identità di genere.

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