Vaccinazione e tetano nei bambini, i consigli dei pediatri

Una malattia che non fa più paura, ma che esiste ancora e non bisogna sottovalutare è il tetano, malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani. La prevenzione si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati. Ma dopo la prima dose come bisogna fare? La salute dei bambini è al sicuro così? A rispondere sono gli esperti della Società italiana di pediatria (Sip) che hanno deciso di fare un po’ di chiarezza.

La vaccinazione contro il tetano

La vaccinazione è prevista per tutti i nuovi nati dal 1963, e da oltre 20 anni viene vaccinato oltre il 90% dei bambini. Attualmente il tetano colpisce soprattutto persone anziane, non vaccinate o vaccinate in maniera inadeguata. Ci possono essere delle reazioni avverse? Le reazioni avverse al vaccino antitetanico che si manifestano più frequentemente sono generalmente lievi e comprendono la comparsa di gonfiore e rossore nel punto dove viene effettuata l'iniezione, che scompaiono entro due o tre giorni nel 25% dei casi. Più raramente (circa nel 3% dei casi) si possono verificare reazioni locali più estese e dolorose che si manifestano a cominciare da 2-8 ore dopo l'iniezione.

La vaccinazione viene somministrata in tre dose nel primo anno di vita, poi c’è un richiamo a 5 anni e un altro a 15 anni. La protezione declina con il passare del tempo per cui è necessario eseguire richiami decennali.

Cosa fare se il bambino si ferisce con del metalli arrugginito?

Non è la ruggine a causare il tetano. Può esserlo solo se l'oggetto arrugginito è stato contaminato dalle feci di animali portatori del batterio nel proprio intestino (bovini, equini, ovini). La ruggine è solo la spia della lunga permanenza dell'oggetto metallico nell'ambiente e, quindi, del suo rischio di contaminazione. Comunque, i genitori devono disinfettare la ferita e nel caso il taglio sia profondo o infetto recarsi al pronto soccorso.

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