Latte nelle scuole: la LAV chiede l'alternativa vegan

Torna la campagna per promuovere il latte e i prodotti caseari nelle scuole. La LAV chiede che sia garantita l'alternativa vegan.

latte

Il Ministero delle Politiche Agricole, su finanziamento dell'Unione Europea, ha attivato anche per quest'anno la campagna di educazione alimentare per promuovere il consumo di latte e dei prodotti lattiero-caseari. La campagna si rivolge ai bambini con età compresa tra i 6 e gli 11 anni che sono iscritti a scuole primarie pubbliche o paritarie. La adesioni sono aperte per il programma Latte nelle scuole, che prevede la partecipazione di circa 382mila ragazzi.

Uno degli obiettivi della campagna è quella di condurre i bambini all'interno di un "percorso di educazione alimentare, per insegnar loro ad inserire questi prodotti nell’alimentazione quotidiana, conservandone poi l’abitudine per tutta la vita”.

La LAV però non ci sta. Oltre a queste informazioni, infatti, bambini e genitori dovrebbero conoscere che le mucche da latte sono costrette a produrre 10 volte la quantità necessaria per nutrire i propri vitellini. In allevamento vengono macellate dopo 5-7 anni, perché non servono più. Soffrono di malattie del metabolismo, mastiti, zoppie gravissime sono ormai estremamente comuni. Una sofferenza per gli animali, ma anche per i consumatori visto l'abuso di antibiotici.

L'associazione chiede che siano spiegati anche questi punti e che venga data un'alternativa. Cosa che non è possibile, come si legge nelle FAQ del progetto:

I prodotti alternativi sono previsti unicamente per i bambini che hanno dichiarato allergie al latte e suoi derivati. È tuttavia facoltà del genitore non far partecipare il proprio figlio al programma, previa esplicita dichiarazione alla scuola; in tal caso il genitore sarà portato a conoscenza che ciò facendo escluderà il proprio bambino da un momento di condivisione e di convivialità con gli altri compagni di classe.

Ecco perché la LAV chiede al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio di non discriminare i bambini che non consumano alimenti di origine naturale, fornendo loro snack al 100% vegetali.

Foto Pixabay

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