Arriva la Barbie nera: allargherà gli orizzonti delle nostre bambine?

pubblicato: sabato 26 dicembre 2009 da Doretta

Barbie neraLa Barbie nera c’era già ai miei tempi e si chiamava Christie. I suoi tratti somatici e la sua fisionomia erano però gli stessi della classica biondina. Pare che le nuove Barbie politicamente corrette siano invece diverse nelle proporzioni del viso che non è tipicamente wasp. Sicuramente è un prodotto che mancava sul mercato e sicuramente per tante bambine di etnie diverse è stato frustrante non potersi rispecchiare nella classica Barbie.

Grazie anche alla presenza di una first lady di colore, queste barbie stanno ottenendo un gran successo tra i collezionisti (per ora sono solo in edizione limitata), a tal punto che Franca Sozzani, direttrice di Vougue Italia, le ha messe in copertina. Si stanno naturalmente sprecando i commenti su quanto Michelle Obama stia influenzando il mercato e la mentalità del mondo occidentale.

Ora, per quanto io ritenga positivo questo genere di cambiamenti, non posso esimermi da qualche riflessione. Una per tutte: non corriamo il rischio di presentare ai nostri bambini un mondo diviso in bianchi e neri anche attraverso i giocattoli? Oggi, poi, in cui le migrazioni sono di tale portata per cui ci sono sempre più persone che hanno il mondo nei loro geni, questa classificazione non è realistica.

Se proprio dobbiamo essere politicamente corretti allora devono arrivare anche la Barbie giapponese, indiana, italiana, neozelandese e quella non classificabile perché la sua famiglia proviene da diverse culture. Per non parlare del restyling che dovrebbe toccare a Ken (per conto mio non l’ho mai trovato troppo carino).

Ancora più inquietante un commento che avevo letto su Vanity Fair a questo proposito: se le bambine bianche useranno la nera per ruoli minori o servili questo rafforzerà le differenze invece di creare salutari confronti. In effetti è innegabile che una coloured Barbie venga spesso percepita come subalterna. Ma forse siamo noi adulti che perdiamo tempo intorno a queste elucubrazioni. Così, sviscerando il problema bamboline, non ci occuperemo di questioni molto più importanti come i diritti civili.

Foto | Flickr

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