Il Consiglio etico del commercio contro il sessismo nella pubblicità svedese ha dichiarato guerra alla pubblicità: basta con gli spot che ritraggono bambine in camerette rosa che giocano con principesse delle fate e orsacchiotti mentre i bambini maschi giocano in camerette azzurre con macchinine, soldatini e camion dei pompieri.
Dopo aver attaccato la Ryanair e il suo manifesto che ritraeva una ragazzina in minigonna, adesso è il turno della Lego, colosso delle costruzioni, colpevole di aver scelto per il proprio catalogo proprio le immagini in rosa e azzurro che vi descriviamo poche righe più sopra.
La colpa di cui viene accusata la pubblicità in questione è quella di aver “rafforzato gli stereotipi sessisti” superati o da superare. Il principio invocato è quello secondo cui anche un bambino potrebbe desiderare di giocare con le bambole, tanto quanto una bambina può preferire macchinine e autoscontri. Saremmo curiosi di conoscere l’opinione dei genitori svedesi… ma non solo.
Via | Corriere.it
Foto | Flickr
doretta
24 ott 2008 - 09:33 - #1Sono d’accordo, mi dispiace soltanto che si debba ricorrere a delle leggi per ottenere dei risultati.
Come mamma di una bambina, sono stufa di vedere personaggi femminili, umani o animali, che vengono salvati dal maschio di turno.
Non vorrei che si cadesse nell’eccesso opposto, ma insegnare alle nostre figlie a volersi bene e a scoprire le proprie potenzialità non è male (mia figlia ama giocare a calcio piuttosto che con le bambole e mette i nonni in porta).
Penso che per le mamme dei maschietti sia lo stesso ma su altri fronti (le emozioni, l’esternazione delle paure, le lacrime, giocare a cucinare).
HOecker
09 mag 2010 - 12:27 - #2in Svezia non ci stanno con la testa