In occasione della Giornata mondiale dell’autismo (ieri), a Roma è stato aperto un nuovo centro per bambini affetti dalla Sindrome di Kanner, l’Autismo, destinato ad accogliere i bambini tra i 6 e 12 anni, dando così continuità al precedente progetto, che da due anni opera con bambini dai 18 mesi ai 6 anni.
Il progetto è condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dall’Opera don Calabria e dall’Associazione di volontariato Una breccia nel muro, che già conduce il progetto per i bambini più piccoli secondo un approccio terapeutico basato sull’evidenza. 40 i bambini che potranno essere ospitati nella struttura.
Per ciascun bambino preso in carico viene definito un programma d’intervento personalizzato, modulando il percorso a seconda del livello di funzionamento, del sistema famigliare e del sistema scolastico di riferimento. Per tutti i bambini, gli obiettivi essenziali sono: l’aumento del sistema di comunicazione funzionale e adattivo; la riduzione dei comportamenti problematici negli ambienti naturali; l’aumento delle competenze legate alle autonomie (vestirsi, lavarsi, mangiare etc); l’aumento del livello di scolarizzazione; l’aumento delle competenze sociali, sfruttando le aree di funzionamento dove il bambino mostra di emergere. Una Breccia nel Muro.
Foto | Wikimedia Commons.

Le prime parole di un bambino sono un momento magico per un genitore. Cosa succede però se il bambino presenta dei problemi nel pronunciare le parole o se non parla? Solitamente ci si rivolge a un logopedista, ossia a un terapista specializzato nella rieducazione di chi è affetto da disturbi del linguaggio. La logopedia rappresenta una grossa branca della medicina, volta proprio alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie del Linguaggio e della Comunicazione.
In questo post voglio però parlarvi di un’alternativa alla logopedia, che prende il nome di chirofonetica, una terapia sviluppata dal dottor Alfred Bauer attorno agli anni settanta. Nel suo libro “Fondamenti di chirofonetica” Bauer descrive il percorso che portato lui e sua moglie alla definizione di questa particolare forma di terapia.
La nascita della chirofonetica ha avuto luogo a Linz, in Austria, dove Bauer e sua moglie gestivano una clinica per bambini affetti da disturbi del linguaggio, quali la balbuzie e l’afasia e per bambini con ritardo dello sviluppo della parola. In quel periodo, racconta l’autore, nonostante gli sforzi suoi e della moglie , molti dei bambini presenti nella clinica non mostravano segni di miglioramento. I due terapisti si sono presto resi conto che era necessario un approccio diverso.
Continua a leggere: La chirofonetica: una cura per i problemi del linguaggio
Per aiutare i bambini autistici a sviluppare le proprie abilità sociali intrappolate nel loro personale mondo chiuso agli altri c’è uno strumento sviluppato da Symbionica e la cui efficacia è stata testimoniata da un articolo pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders.
I bambini affetti da autismo e sindrome di Asperger che sono stati sottoposti ai test all’università dell’Alabama hanno mostrato di migliorare la loro comprensione degli stati d’animo sui volti delle persone, riconoscendo le emozioni che normalmente rimangono incomprensibili o prive di interesse o addirittura spaventose perché indecifrabili.
Il gioco si chiama FaceSay e favorisce l’apprendimento dei piccoli autistici perché li aiuta a interagire con altri bambini, spingendoli ad uscire dal mondo isolato e a non tirarsi indietro di fronte alla possibilità di giocare con altri bambini sconosciuti.

Elaine Hall ha adottato un bambino russo e la sua vita è cambiata. Dodici anni fa si parlava poco di autismo e quel poco che se ne sapeva in giro era dovuto più che altro a film come Rain Man con Dustin Hoffman, che hanno sì portato l’autismo all’attenzione di molti ma senza dare la misura della gravità del problema.
Elaine ha cominciato un percorso personale per aiutare suo figlio, che poi è sfociato nell’apertura anche alle altre famiglie e agli altri bambini autistici. Ha realizzato il Miracle Project, che prevede spazi e laboratori dedicati, per consentire a questi bambini di sentirsi a proprio agio e di trovare una via per comunicare col mondo esterno. Dal Miracle Project si è poi arrivati a realizzare un vero e proprio musical che ha come protagonisti bambini e ragazzi alle prese con questo problema. Il documentario che ripercorre tutto il percorso di Elaine e il lavoro fatto con i ragazzi ha vinto poi ben due Grammy.
Insomma, Elaine sta diventando un punto di riferimento internazionale per chi si occupa di autismo. E’ una mamma che, senza essere un medico, ha sviluppato il dono di saper entrare in contatto con bambini e famiglie che combattono ogni giorno e soprattutto ha saputo offrire loro una speranza. Ecco il trailer (in inglese) del documentario.
Continua a leggere: Mamme famose: Elaine Hall, l' autismo, il musical e il suo Miracle Project
La sindrome di Asperger prende il nome dal dottor Asperger che, nel 1981, ragruppò sotto questo nome una serie di deficit simili a quelli dell’autismo.
Le persone affette dalla sindrome, presentano, sì l’incapacità di decodificare il linguaggio del corpo, l’emotività, il non detto delle altre persone, ma rispetto agli autistici possono condurre vita normale senza neanche sospettare di essere affetti da questo disturbo.
Io ne ho sentito parlare la prima volta leggendo la recensione di Guardami negli occhi. Il testo di John Elder, creatore della chitarra fumante dei Kiss, è autobiografico: racconta delle sue difficoltà nel rapportarsi agli altri fino alla scoperta della sindrome. Il titolo del libro nasce dal fatto che l’autore, come molti affetti dal disturbo, non riesce a guardare le persone negli occhi, trova il contatto visivo altamente disturbante.
Continua a leggere: La sindrome di Asperger, una discussa variante dell'autismo
Scopro sul sito della catena del Carrefour che oggi, 2 giugno 2009, presso la sede di Assago ci sarà un’iniziativa legata alla Giornata nazionale dell’autismo. Per saperne di più mi metto a girare su Google e scopro che lo scorso anno, presso la stessa sede, un bambino autistico era stato insultato e con lui sua madre. La mamma, combattiva e sanguigna come lei stessa dice nell’intervista video, si è ritrovata in lacrime per il dolore. Riportata la vicenda sul suo blog ha ottenuto quasi mille commenti.
Quando ho cominciato a scrivere di autismo, un solo post per ora, ma mi sto documentando, ero davvero convinta che ci fosse una sensibilità maggiore su questi temi, ma evidentemente c’è ancora molto lavoro da fare. Quindi vi ricordo che al Carrefour di Assago si sono impegnati per ben quattro giorni ad informare e sensibilizzare sull’autismo, con l’aiuto della Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici. Ben vengano, ovviamente, le mamme combattive come “blackat” cui va tutta la nostra solidarietà.
L’autismo è un disturbo di cui si è cominciato a parlare solo nel ventesimo secolo, riguarda la sfera relazionale, si presenta sotto diverse forme e quindi con diversi livelli di gravità. Il bambino affetto da autismo non riesce a comunicare o integrarsi nella società.
Una diagnosi precoce può consentire ad alcuni bambini di guarire dal disturbo, ma il problema è proprio questo: spesso la diagnosi non avviene prima del diciottesimo mese di vita. Per questo alcuni team di ricerca puntano allo studio dello sviluppo dei bambini entro i primi mesi di vita.
Ricerche recenti hanno puntato l’attenzione sui neuroni specchio. Questi neuroni ci consentono di osservare le azioni degli altri e di riprodurle, di comprenderle, di entrare nella partecipazione empatica e dunque nella relazione con l’altro.
Continua a leggere: Autismo nei bambini: le ricerche sui neuroni specchio