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Tutti gli articoli con tag bambini

A volte essere mamma è come essere un supereroe

pubblicato da Alice

Mamma e figlio

In vista della festa della mamma ho pensato di fare un augurio speciale a tutte le mamme del mondo: perché ogni tanto è bene ricordarsi delle mille risorse che abbiamo, e perdonarci se non riusciamo ad essere proprio perfette. Essere madre non è solo un ruolo, ma un vero e proprio stato dell’anima. Leggendo questo interessante post, dove ci si interroga fino a che punto si possa diventare forti, mi sono trovata a pensare alla mia esperienza. Tutto ciò che la maternità porta con se va ben al di là della semplice fatica della gravidanza o dell’allattamento. Crescere un figlio, o magari anche più di uno contemporaneamente, significa essere pronte ad affrontare le situazioni più difficili e faticose, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ed ogni volta sembra un miracolo la forza che si riesce a tirare fuori, senza batter ciglio, come si trattasse della cosa più naturale del mondo. Solo una madre può sapere cosa prova un’altra madre.

Come quando il bambino si fa male, ad esempio: ricordo con un brivido la volta che mia figlia tornò dal parco giochi insieme alla baby sitter, con la maglietta completamente zuppa di sangue. Invece di saltare al collo della ragazza, che si era distratta mentre lei era sull’altalena, ho pulito il sangue, armata di cotone e disinfettante, per capire se il taglio era davvero profondo, ma chi mi conosce sa che solo a sentirne parlare, di sangue e di ferite, mi sento male (per fortuna quella volta non era nulla di grave). O come quando ci si ritrova a fare 4 cose contemporaneamente, come bagnetto-cena-cambio-pannolino&pulizia-stanza, perché è tardi e si è spesso sole a dover affrontare tutte queste incombenze. Senza nulla togliere ai papà, assolutamente indispensabili, ricordiamoci sempre che le mamme sanno essere più forti di qualunque Superman!

Via | BlogHer
Foto | flickr.com

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La stitichezza nei neonati è piuttosto comune, ma quando diventa pericolosa?

pubblicato da Alice

Bambina pannolino

Vedere un bebè mangiare e subito dopo fare “la cacchina”, riempie di soddisfazione qualunque genitore: tutto funziona per il meglio, come un orologio svizzero. Eppure non sempre va così, infatti i neonati sono piccoli meccanismi che si assestano mano a mano che crescono. Fra le tante “disfunzioni”, può capitare che non riescano ad evacuare con la giusta frequenza. Solitamente nei bambini allattati al seno succede meno spesso, mentre il latte artificiale può provocare maggiore secchezza. Ma non è una regola, la mia esperienza è stata completamente diversa con le mie due figlie: entrambe allattate al seno durante i primi 8 mesi, la seconda ha sofferto fin dall’inizio di stipsi.

Viene considerata una disfunzione quando il bambino trattiene le feci per più di 3/4 giorni, e sopratutto se l’evacuazione è dolorosa e queste appaiono dure e asciutte. Si deve stare attenti però a non confondere fenomeni come questi, con una naturale ritenzione, che in alcuni casi può arrivare fino a 5/6 giorni, senza per questo causare particolari disagi: in questo caso il bambino evacuerà facilmente da solo e la pupù avrà il solito aspetto morbido e cremoso. Per maggiori informazioni si può consultare questo articolo della Uppa, anche se un po’ datato rimane molto utile per farsi un’idea corretta.

Esistono comunque diversi modi per aiutarli nella regolare funzione intestinale. Innanzi tutto si deve andare alla fonte, per cui l’alimentazione della madre, nel caso si allatti al seno, deve essere molto ricca di frutta e verdura e molta acqua. Se la madre soffre si stitichezza, è facile che anche il bambino possa soffrirne, ma assolutamente non si deve procedere con l’assunzione di normali lassativi per adulti, che passano attraverso il latte e possono essere molto dannosi per i neonati. Un rimedio naturale, che si può somministrare senza correre rischi per i piccolini, è un cucchiaino di succo d’uva, che attivando le funzioni epatiche aiuta la naturale transizione intestinale.

Foto| flickr.com

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Uova di cioccolato, meglio fondente o al latte?

pubblicato da Alice

uova di cioccolato

Amato da grandi e piccini, il cioccolato è uno degli ingredienti principe nella tradizione pasquale, ma considerato che si tratta di un cibo molto grasso non è adatto ai bambini al di sotto dei 24 mesi. Nella prima infanzia sarebbe comunque preferibile il consumo di cioccolato fondente, meno calorico e più ricco di ferro e di flavonoidi, sostanze antiossidanti benefiche. Per questo prima di scegliere le uova di Pasqua da regalare loro, è bene conoscere le caratteristiche di base del cioccolato di cui sono fatte.

Le varie tipologie si distinguono in base alla percentuale di cacao che contengono: cioccolato fondente, cacao minimo fra il 55% e il 70% o anche di più, burro, zucchero e vaniglia; cioccolato al latte, cacao minimo 25% , si prepara con gli stessi ingredienti ma con l’aggiunta di latte. In alcuni casi oltre al burro di cacao, la composizione è arricchita con alcuni grassi vegetali, come la lecitina di soia, usato come emulsionante naturale per rendere il cioccolato più cremoso. L’aggiunta di grassi idrogenati invece è più dannosa per l’organismo, poiché contengono acidi grassi trans, cioè grassi insaturi ricchi di carbonio.

Per i bambini che soffrono di celiachia, è possibile consultare la lista aggiornata dell’Associazione Italiana Celiachia, che contiene l’elenco delle uova di Pasqua senza glutine inserite nel Prontuario ed.2012.
Foto | flickr.com

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Arriva Bababum, libri per l'infanzia in collana tascabile di Babalibri

pubblicato da Alice

bambino che legge

Presentata alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, da fine marzo 2012, è disponibile la nuova collana di Babalibri, BABABUM, che propone i migliori titoli della casa editrice in un formato più piccolo e al prezzo speciale di 5,80 euro. La piccola casa editrice milanese nasce con l’intento di pubblicare in italia titoli stranieri adatti alla fascia prescolare, e per farli divide in cinque aree tematiche i libri del suo catalogo, adatti a bambini dai 12 mesi ai 7 anni di età.

Sul sito inoltre è disponibile un catalogo illustrato per individuare i percorsi di lettura adatti ad ogni età. Personalmente ho iniziato con piccolo blu e piccolo giallo,di Leo Lionni, che racconta l’amicizia tra due puntini colorati, un vero classico della letteratura per l’infanzia, che vinse il premio Andersen nel 2001.

Dello stesso autore ho comprato in seguito Cornelio, storia di un piccolo alligatore che cammina su 2 zampe. La facilità delle storie e i disegni estremamente stilizzati aiutano a comprendere meglio la morale, che spesso insegna il valore della differenza e la scoperta dell’altro.

Foto | flickr.com

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Uova di Pasqua colorate

pubblicato da Alice

Uova di Pasqua colorate

Uno dei lavoretti che preferisco fra tutti quelli che si fanno nelle feste comandate, sono le uova di Pasqua colorate. Mi piace così tanto dipingerle, che anche quando non avevo figlie, le preparavo da sola per decorare il centro tavola. Non richiedono un grande impegno, ma il risultato è sempre garantito. C’è chi le fa bollire insieme al colorante e un cucchiaino di aceto per almeno 15 minuti, ma il rischio che il guscio si rompa è più frequente. Io preferisco farle bollire per i 7 minuti canonici e poi passare alla decorazione a freddo. Il colore può essere passato con un pennello, per la gioia dei bambini, oppure tramite immersione, più tempo rimarranno immerse e più scuro sarà il colore.

In questi casi però è meglio che il colorante usato sia assolutamente di origine naturale, perché come sappiamo il guscio dell’uovo è permeabile e quindi potrebbe rendere l’uovo non commestibile. Ecco una breve lista che ho trovato su questo sito, di colori naturali che si possono facilmente ottenere con altri ingredienti:

Rosso pallido: barbabietole rosse fresche oppure mirtilli
Arancio: bucce di cipolla bionda
Giallo tenue: bucce d’arancia o limone, ciuffi di carota, radice di comino.
Giallo: radice di curcuma
Verde chiaro: foglie di spinaci
Verde-oro: bucce di mele verdi
Blu: foglie di cavolo rosso
Beige o marrone: caffé forte

Foto | flickr.com

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La biodiversità a misura di bambino

pubblicato da Laura

la terra dei bambini Oggi voglio parlarvi di questa iniziativa nata in Perù qualche anno fa grazie all’Associazione per i bambini e l’ambiente ( in spagnolo ANIA: Asociación para la Niñez y su Ambiente) che prende il nome di “la terra dei bambini“. Il programma è volto a stimolare e riconoscere il contributo dei bambini allo sviluppo sostenibile e al mantenimento e aumento della biodiversità.

L’idea alla base è quella di mettere a disposizione di ogni bambino e bambina un pezzetto di terreno che può essere coltivato e gestito a proprio piacimento. Questa attività può essere svolta a casa, a scuola, nel proprio paese o città, al mare o in montagna, nelle aree urbane così come in quelle rurali. Con questo progetto i bambini si prendono cura della terra e della natura, imparano a rispettare le esigenze delle piante e degli animali, si occupano di dare acqua e nutrienti e a proteggere la terra dagli eventi esterni. Viene inoltre stimolata la fantasia e la creatività dei bambini, che sono liberi di scegliere in che modo coltivare la terra.

Il progetto è nato da una esperienza analoga chiamata “la foresta dei bambini” che ha avuto luogo in un piccolo villaggio ai piedi delle Ande tra gli anni 2001 e 2004. Gli adulti della comunità hanno deciso di donare ai bambini 10 ettari di foresta posta vicino al villaggio, e si sono impegnati a non tagliare gli alberi né a cacciare gli animali all’interno di quell’area. In breve tempo la comunità si è resa conto dell’impatto positivo che tale iniziativa aveva sui bambini e sull’ambiente. I bambini hanno subito preso confidenza con la loro foresta, hanno imparato a conoscerla e a rispettarla, si sono presi cura del sottobosco e delle specie di animali che vi trovavano rifugio. Nel giro di qualche anno la comunità ha deciso di estendere l’area fino a una dimensione di 100 ettari. Tuttora i turisti che arrivano in quell’area possono visitare “la foresta dei bambini” e osservare le piante e gli animali al suo interno, guidati dagli stessi bambini.

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Approcci da manuale per levare i pannolini

pubblicato da Alice

Bambino sul vasino Ovviamente non esiste un’età giusta per tutti, ma il buon senso aiuta a capire quando arriva il momento per il grande passo. I pannolini infatti non sono esattamente comodi, anche se ultimamente le pubblicità tendono a mostrare ragazzini felici, che li terrebbero volentieri fino alla pubertà.

Il metodo IPT (Infant Potty Training) al contrario consiglia di levarli fin da subito. Senza pannolino è il libro che suggerisce di abituare fin da neonati all’uso vasino. Ho provato con la mia prima bimba, ma non è stato un gran successo, anche perché il metodo consigliava di mettere sotto al sederino del bebè un qualsiasi recipiente nel momento della poppata, che di solito coincide con quello dell’evacuazione, almeno nei primissimi mesi di vita. Non posso raccontare quale scomodità possa essere sorreggere un neonato e contemporaneamente un contenitore sotto le sue gambe, per non parlare dei segni rossi che le rimanevano sulle cosce..

Ho trovato invece che l’approccio proposto da Elena Del Prà in Via il pannolino! sia più rispettoso delle necessità individuali di ogni bambino, il consiglio di osservare i segnali e invitare il bambino a porre l’attenzione sui bisognini è molto giusto. Infatti l’abitudine al pannolino è uno dei motivi più frequenti che causano un ritardo nel controllo degli sfinteri.

Aldilà di tutto, quando si decide che è arrivato il momento, bisogna ricordare che la pazienza insegna più di qualsiasi manuale.

Via | Bobbe.it, White-bucke.com
Foto | flick.com

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In forma dopo il parto: arriva MammaFit

pubblicato da Laura

Mamme che si allenano con Mammafit

Non so voi, ma io penso proprio di avere messo su qualche chilo di troppo in questa gravidanza. E con l’arrivo della bella stagione non so come riuscirò a rimettermi in forma. Soprattutto perché non sarà facile conciliare la cura di mia figlia con qualche ora di esercizio fisico.

Per quelle di voi che si trovano nella mia stessa situazione esiste forse una soluzione, che si chiama MammaFit: una simpatica iniziativa attiva nei parchi di alcune città italiane per permettere alle neo-mamme di allenarsi con l’ausilio della carrozzina, del passeggino o del marsupio, in compagnia di altre mamme e bambini.

L’iniziativa è nata dall’idea di due amiche, entrambe istruttrici di fitness ed entrambe mamme. Scrivono sul loro sito:

Di ginnastica se ne può fare tanta: in palestra, per conto proprio, con qualche amica volenterosa. Insomma se si vuole, un modo proprio lo si può trovare! Quello che vediamo è che però esiste una mancanza di programmi post-parto che si prendano cura in maniera “naturale” ma mirata dei problemi delle mamme nel delicato periodo che si apre dopo la nascita: dolore alla schiena e alle anche, addome lasso, incontinenza urinaria da sforzo… che fare? Perché non includere nel mondo del fitness anche le mamme, sicuramente desiderose di togliersi di dosso quei rotolini di troppo e di tornare nei jeans di prima? Ecco che abbiamo creato un programma di allenamento che, oltre a tonificare i “soliti” muscoli - che peraltro ci stanno molto a cuore! - includa nella routine anche esercizi per il pavimento pelvico, addominali mirati per le neomamme, stretching per la schiena che è quasi sempre dolorante…”

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La chirofonetica: una cura per i problemi del linguaggio

pubblicato da Laura


Le prime parole di un bambino sono un momento magico per un genitore. Cosa succede però se il bambino presenta dei problemi nel pronunciare le parole o se non parla? Solitamente ci si rivolge a un logopedista, ossia a un terapista specializzato nella rieducazione di chi è affetto da disturbi del linguaggio. La logopedia rappresenta una grossa branca della medicina, volta proprio alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie del Linguaggio e della Comunicazione.

In questo post voglio però parlarvi di un’alternativa alla logopedia, che prende il nome di chirofonetica, una terapia sviluppata dal dottor Alfred Bauer attorno agli anni settanta. Nel suo libro “Fondamenti di chirofonetica” Bauer descrive il percorso che portato lui e sua moglie alla definizione di questa particolare forma di terapia.

La nascita della chirofonetica ha avuto luogo a Linz, in Austria, dove Bauer e sua moglie gestivano una clinica per bambini affetti da disturbi del linguaggio, quali la balbuzie e l’afasia e per bambini con ritardo dello sviluppo della parola. In quel periodo, racconta l’autore, nonostante gli sforzi suoi e della moglie , molti dei bambini presenti nella clinica non mostravano segni di miglioramento. I due terapisti si sono presto resi conto che era necessario un approccio diverso.

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Dentizione e ambra calmante naturale, ma funziona davvero?

pubblicato da Alice

dentizione, alleviare i fastidi con le perle di ambra

Sembra che l’ambra abbia il potere di calmare i bambini, e di alleviare i dolori causati dalla dentizione. Mi sono sempre chiesta se fosse vero, e in base a quale principio questa azione, lievemente analgesica, potesse agire. Ho scoperto questo interessante articolo, dove viene spiegato quale sia il principio scientifico che le fornisce queste proprietà: sembra infatti che a contatto con la pelle, l’ambra rilasci piccole quantità di acido succinico, analgesico e calmante naturale.

Non so come sarebbe stato, se le mie piccole non avessero avuto le loro collanine fin dai primi mesi di vita. Infatti un’amica, per cercare di aiutarmi a trovare un rimedio per l’insonnia, mi fece come regalo queste splendide collane, assicurandomi che se non avessero fatto del bene, sicuramente non potevano fare del male. Ovviamente devono essere fatte apposta per i bambini, con le perle legate una ad una e la chiusura anti-soffocamento.

Le portano ancora, estate e inverno, senza mai toglierle, e sono molto felici del loro gioiello, ma hanno sempre continuato a svegliarsi. Forse perché, come sostiene il filosofo e pedagogista Rudolf Steiner, l’ambra rafforzerebbe anche l’energia vitale dei bambini!

Foto | Flickr

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