Avete mai fatto dei piccoli danni ai vostri figli? Ovvero, vi siete mai distratti per qualche secondo, spero di si altrimenti vincete il premio di migliori genitori dell’anno, e le piccole pesti a vostra insaputa hanno combinato un qualcosa, come cadere dal fasciatoio, o bersi la birra dal vostro bicchiere, o mangiare chili di cioccolata?
Se si benvenuti nel club dei genitori sufficientemente buoni, ma non perfetti, credo che ogni genitore abbia qualche segreto del genere nel cassetto, perchè le piccole pesti non aspettano altro mentre il dono dell’onnipresenza ancora non c’è stato dato, facciamo quel che riusciamo e si salvi chi può.
Nel caso abbiate voglia di svelare qualche piccolo segreto i commenti sono a disposizione, tanto per consolarci e sentirci meno degeneri e più normali, mia figlia ha pochi mesi e ancora devono iniziare i drammi in tal senso, ma confesso di averle tagliato un pezzettino di dito la prima volta del taglio ufficiale delle unghie, io ero disperata, lei rideva divertita.
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Iniziano subito a comunicare, non li capiamo ma è evidente il loro sforzo di trasmettere un qualcosa a mamma e papà, il tipico lallare dei neonati dovrebbe iniziare verso i sei mesi, ma già prima i tentativi di discussione sono esilaranti.
Non è una regola generale, alcuni bambini iniziano presto, altri passano direttamente alle prime parole, altri ancora preferiscono urlare perchè così si fanno capire senza troppe complicazioni.
Certo è che sono decisamente divertenti, le discussioni che intraprendono e di cui vogliono renderti partecipe hanno dell’incredibile, chissà cosa vogliono dire e quali meraviglie stanno descrivendo. I vostri figli? Lallano, parlano o gridano?
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Per la mamma sono sempre i più bravi, i più precoci, ma spesso persone che hanno a che fare con i bambini ogni giorno, dalle commesse dei negozi preposti alle maestre, ripetono a più voci che i bambini di oggi sono più svegli, sarà vero?
Non so cosa ne deducano i tanti studi che oggi prendono in esame i nostri figli ma da mamma osservatrice posso ipotizzare che non sono i bambini ad essere più svegli ma l’ambiente dove crescono ad avere decisamente più stimoli di ieri.
Dagli oggetti dedicati agli stimoli visivi in generale, i bambini oggi hanno moltissime attrazioni, per non parlare dei ritmi di vita di mamma e papà che volenti o nolenti sono decisamente su di giri. Infine il cibo, nel caso di latte materno, per quanto attenta stia la mamma la qualità del cibo oggi non ha nulla a che vedere con quello che mangiavamo ieri, per non parlare di te e caffè.
Voi che ne pensate?
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A volte sembrano riconoscere la voce, altre siamo sicure che ci stanno fissando e il sorriso successivo ci scioglie, è quello il momento in cui ci fregano totalmente, i neonati riconoscono la mamma già in gravidanza ma quando associano i suoni al volto è un grande passo verso la crescita.
Solitamente il riconoscimento avviene con la messa a fuoco, che non è immediata subito dopo la nascita, il campo visivo di 30 40 cm avviene solo dal secondo mese e dal quarto circa compaiono tutti i colori.
Ma la mamma è sempre la mamma, non solo ne riconoscono il volto ma anche e soprattutto l’odore, è colei che nutre e rassicura, il momento del riconoscimento dovrebbe avvenire intorno ai 15 giorni, infatti il neonato vede oggetti posti a circa 25 cm, esattamente il volto della mamma durante l’allattamento. IL resto è sfuocato e confuso, ma basta la mamma e il cibo per farlo felice.
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Alcuni cosmetici per bambini possono essere usati anche dalle mamme. E’ il caso della crema liquida Johnson’s baby e del detergente a risciacquo della Vea. Entrambi promettono di idratare e detergere delicatamente i nostri pargoli e di farlo senza i pericolosi parabeni.
Noi mamme possiamo usarli invece come struccanti sia per il viso che per gli occhi (sono entrambi delicatissimi). Naturalmente c’è una certa differenza di prezzo: la crema Johnson’s si vende nei supermercati e ha un costo di circa € 5,00 per 200ml. Il detergente Vea si vende in farmacia e costa circa € 11,00 per 100 ml, ma bisogna dire che è il più semplice (nel senso di pochi ingredienti) e delicato tra i due prodotti.
Non sono poi da sottovalutare le contestazioni che vengono fatte al prodotto Johnson’s perché conterrebbe ingredienti assolutamente nocivi sia per noi che per la pelle delicata dei nostri bambini.Voi li avete già testati? Che ne pensate?
Tempo di crisi e la necessità di trovare vie alternative per l’acquisto di tutto ciò che ci occorre per i nostri figli si fa sempre più impellente. Chi può, si rivolge ai GAS, Gruppi d’Acquisto Solidali presso i quali si può risparmiare, per alcuni prodotti, addirittura fino al 50%. Ma i GAS non ci sono ancora in tutte le città! E allora che fare per risparmiare? Per fortuna, c’è anche qualche iniziativa on line. Molto utile, per esempio, è la community di Zero Relativo che propone il baratto on line con una sezione interamente dedicata all’infanzia chiamata Kindergarten&Bebè.
In lista si trova di tutto: tiralatte manuali o elettrici, tricicli, vaschette per il bagnetto, seggiolini da bici, vestitini e così via. Per accedere, bisogna registrarsi. Molto semplice la procedura per avviare il baratto: si inserisce nel sito l’oggetto che si desidera scambiare e si scelgono le condizioni di scambio (accettare qualsiasi proposta di scambio e valutare quelle che arrivano; accettare scambi solo con un certo oggetto richiesto; donare l’oggetto senza pretendere nulla in cambio).
Tra le varie possibilità presenti on line, ha fatto molto parlare di sè l’iniziativa di Beppe Grillo “Mamme 2.0″. Anche in questo caso si tratta di un modo per consentire alle mamme di scambiarsi vestiti, giocattoli, scarpe, passeggini dei figli. Film e libri e tutti gli articoli che durano pochi mesi e poi bisogna comprarne subito di nuovi. Perchè comprarli quando si possono scambiare? Peccato che, pur essendo stata annunciata già ad agosto, ad oggi Mamme 2.0 non sembra ancora essere attiva anche se esiste una pagina su Facebook.
Infine, per chi vuole iniziative di baratto in carne ed ossa, ci sono gli swap party, ovvero delle feste organizzate per “riciclare” il proprio guardaroba dismesso scambiandolo con abiti e accessori anch’essi usati messi a disposizione da altri. E’ una moda che arriva dagli Stati Uniti, ma che sta facendo numerosi proseliti specie tra le mamme di Milano e se funzionerà ben presto si allargherà anche ad altre città d’Italia.
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Molte sono le iniziative ed i progetti a sostegno dei bambini dell’Abruzzo colpiti dal terremoto, ma quello di cui sto per parlarvi mi ha molto colpito per “vicinanza” e per “concretezza”: riguarda un progetto specifico rivolto ai bambini da 1 a 3 anni, ed è una richiesta di aiuto per far sì che questi bimbi ricomincino a vivere una vita più “normale” possibile.
Il Comune de L’Aquila ha infatti contattato il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia e la rivista “Bambini” (una rivista specializzata per gli educatori dei Nidi d’Infanzia) per avviare una raccolta fondi per partecipare alla ristrutturazione del Asilo Nido I Maggio, in via Antica Salaria, l’unico nido comunale della città rimasto in piedi e che potrebbe entrare in servizio per settembre 2009.
Il progetto Bambini per L’Aquila - Noi ci siamo intende dunque raccogliere fondi per i lavori più urgenti, che permetteranno a molti bambini di ricominciare il loro percorso nel loro ambiente. Oltre alla ristrutturazione del nido comunale, con questo progetto la rivista e il Gruppo Nazionale Nidi d’Infanzia intendono sostenere l’attività educativa che i maestri dei nidi svolgeranno nei villaggi prefabbricati e nelle tendopoli.
L’andamento del progetto potrà essere seguito, assicurano i promotori, attraverso il sito web di bambini e del Gruppo Nazionale Nidi. Per contribuire è possibile effettuare un versamento sul conto: “Bambini per L’Aquila” c/o UBI Banca, Filiale Azzano S. Paolo (BG), IBAN: IT94M0542852570000000000436.
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