Se tutti i bimbi facessero la nanna con la stessa facilità con cui si addormenta il bimbetto nel video al top, noi genitori potremmo stare tranquilli, e non esasperarci tutti i giorni al calar della notte quando arriva il momento della nanna. Per le mamme è dura, ma anche per i papà il problema è lo stesso.
Personalmente quando i miei bimbi erano piccoli usavo un cd di musica new age per rilassarli. E funzionava. Ora fortunatamente si addormentano autonomamente dopo il bacetto della buona notte. Un papà che ha “una certa esperienza” in tal senso, dal sito DiyFather consiglia, con ironia, dieci metodi per addormentare i figli.
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Il mio piccolo ha una grande passione per le scale. Appena scorge una serie di gradini inizia la scalata: è inutile dirgli di stare attento, a due anni non si rendono pienamente conto del pericolo. Fortunatamente non abitiamo in una villetta disposta su diversi livelli ma in un appartamento di un condominio. Le scale in casa sono carine da vedere perchè arredano parecchio gli ambienti -mi sarebbero piaciute- ma dal punto di vista della sicurezza dei piccoli sono un grosso pericolo -non sarei stata mai tranquilla.
Una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics segnala che presso il Nationwide Children’s Hospital a Columbus, in Ohio, nel corso del 2008, si sono registrati 90.000 casi di infortuni a bambini intorno ai cinque anni, o più piccoli, a causa delle scale, e un quarto di questi incidenti sono capitati a bambini di età inferiore all’anno mentre erano in braccio a una baby sitter o a chi aveva il compito di averne cura.
Ma i ricercatori che hanno esaminato i dati nazionali in materia di visite al pronto soccorso affermano che tutto questo si può prevenire mettendo dei cancelletti all’inizio e alla fine di ogni rampa di scale. Che importanza ha se gli invitati commenteranno che la casa in questo modo sembra una prigione? L’esigenza fondamentale è l’incolumità dei figli. I vostri bimbi che rapporto hanno con le scale?
Jennifer Lopez dopo la separazione dal marito Marc Antony è completamente concentrata su figli e lavoro. I sue gemelli Max e Emmie, di quattro anni, sono la sua vita ma in questo periodo in cui è impegnata con lo show “American Idol” è faticoso dedicarsi ai bambini. Ho scovato una video-intervista alla star, il cui nome in questo periodo è sulla bocca di tutti.
La mancanza del marito in casa non ha impedito alla popstar di occuparsi dei bambini, dividendosi tra lavoro e impegni di mamma. E di qualche giorno fa la notizia che desidera adottare un bimbo con l’attuale compagno Casper Mart. Segno che e’ nata per fare la mamma. Nell’ intervista racconta la sua vita presa tra il film appena uscito negli States, e il tour che parte a luglio. Ma come riesce far rientrare tutto?
“What To Expect When You’re Expecting” (Che cosa aspettarsi quando si aspetta) é il film diretto da Kirk Jones, che ripercorre la storia di cinque coppie alle prese con il “mestiere di genitori”. Nella commedia, Jennifer interpreta un personaggio che non riesce ad avere figli. E’ bizzarro, dice la star, perché per lei è stata dura avere dei figli, e si è calata pienamente nella parte capendo la sofferenza del personaggio, come se fosse accaduto a lei.
Ma la giornata tipo della star? Solitamente si alza alza presto con i bambini. Poi va alle prove, si allena o prova numeri di ballo nuovi. Partecipa a incontri di lavoro, ma comunque si libera in tempo per tornare a casa e mettere i bambini a letto. Perché ci sono giorni in cui, torna a casa di notte quando già dormono. E sono dolorosi, quei giorni. Dice Jennifer: “E’ questa la parte più difficile di una mamma che lavora, ma non sono la prima persona a farlo, quindi..”. La capisco: certo lei con il suo tenore di vita avrà aiuti di ogni tipo, cosa che non possono permettersi tutti i genitori. Le ansie e preoccupazioni sono le stesse, ma la vita a livello pratico, per lei, è molto più leggera rispetto alle mamme “comuni”, non trovate?
Via | LilSugar
Ho scovato questo video su una gamma di accessori per la sicurezza e il divertimento dei piccoli, e fatto qualche ricerchina. Ho scoperto una linea di caschi bizzarri, ideali per le prossime scorrazzate in bici, sul monopattino o i rollerblade. Possono andar bene anche per i bambini che amano le moto elettriche. Quando i bambini si “rilassano” al parco, con le prime giornate di sole, non si riesce a tenerli sott’occhio costantemente. Per cui è meglio lasciarli più liberi ma attrezzati in maniera sicura.
E’ meglio che evitino di “saltare” un mucchio di sassi in mezzo al parco o che si rincorrano per gare entusiasmanti sulla strada appena asfaltata, su cui “si corre un sacco”? Non riesco a scegliere, a volte penso sarebbe meglio rivoltarsi dall’altra parte e non vedere. Se non siete in grado di controllare tutte le acrobazie dei vostri figli, come me, scorrete questa serie di caschi targati Raskullz (l’azienda vende anche altri accessori per la sicurezza). Li trovate in vendita su amazon, e costano tra i 20 e i 40$, secondo il modello. Non sono cool? Gwen Stefani e i suoi bambini pensano di sì.
Continua a leggere: Sicurezza bambini: caschi divertenti by Raskullz

Ve ne ho già parlato. Ho poco tempo da dedicare a me stessa, perchè i bambini sconvolgono la vita. Ma cerco sempre un’ occasione per fare qualcosa che amo che mi possa ricaricare. In questi giorni, prima del 13 maggio, vorrei andare dal parrucchiere, fare un giro al mercatino per accessori che mi servono per la casa, solo fare un passeggiata senza avere l’impegno di qualcosa e avere pesi in mano (ma é normale che noi mamme abbiamo sempre mille buste in mano oltre al piccolo di turno in braccio?).
Naturalmente devo impegnarmi ad incastrare gli impegni prima di quella che prevedo sarà una bellissima giornata (la festa della mamma). Perchè un po’ di tempo per me…ci deve essere. A volte mi viene il dubbio che sia io a non essere abbastanza brava ad incastrare gli impegni con i miei bambini.
Per la festa della mamma siamo in diritto più del solito a fare qualcosa che ci piace (ma una giornata libera possiamo prendercela non necessariamente in quella data!). Thebabysleepsite ci ricorda tre cose importanti da fare proprio quel giorno.
Continua a leggere: Festa della mamma: tre cose importanti da fare per celebrare

Uno dei momenti più amati dai piccoli è quando i genitori dedicano del tempo a giocare con loro. Il mio piccolo mi rincorre spesso durante i pomeriggi passati a casa arrabbiandosi molto quando mi vede lavorare alla mia postazione, di fronte al computer. E insiste parecchio fino a quando non riesce a coinvolgermi in qualche corsa con le macchinine (è un tipo tenace!). Ecco, quello è il momento per ascoltarlo e sostenerlo a dire paroline nuove.
Il gioco è molto importante per i bambini perchè mentre si divertono con costruzioni, bambole o automobiline, assieme a mamma o papà, riescono ad apprendere molto, quasi di più che al nido o alla materna. Soprattutto nel periodo dello sviluppo del linguaggio quando le paroline che tirano fuori non sono ancora perfette, ma l’impegno da parte loro è tanto. Oggi, sul blog MelissaandDoug ho scovato un paio di consigli sul tema: come muoversi nella maniera giusta per educare i più piccoli. Mi saranno utili per il futuro.
Evitare di ripetere le parole ‘carine’ pronunciate dal piccolo
E’ delizioso quando i piccoli iniziano a dire le prime paroline storpiandole un po’: come quando dicono ‘aua’ per acqua, per dirci che hanno sete, o ‘ba-ba’ quando vogliono una banana. Le loro vocine sono deliziose ma non ripetere il loro “errore”, e cercare di far sentire loro la parola corretta. Se non lo facciamo rafforziamo solo l’errore e rallentiamo il loro effettivo apprendimento.
Evitare di correggere apertamente i loro errori
Non è giusto sottolineare al piccolo che sta sbagliando: “Noooo, non è ba-ba, è banana. Ascolta, si dice ba-na-na, capito? Fammi sentire la parola giusta dai, ‘banana’ “. In questo modo non li incoraggiamo, gli trasmettiamo solo insicurezza e paura a tentare con nuovi suoni o parole. La soluzione? Basta ripetere la parola corretta inserendola in frasette in cui il piccolo posta ascoltare il suono e la pronuncia esatti.

Parliamo di genitorialità quando una coppia cessa di esserlo e con l’arrivo del primo pargolo diventa triade. Da lì nasce la caccia da parte dei genitori a tutto ciò che può aiutare ad esserlo nel migliore di modi tra guide, siti, consigli di chi ci è già passato e ha i figli grandi. A quel punto pensiamo di avere le idee un po’ più chiare, ma in realtà nelle nostre teste c’è ancora molta confusione. Con la pratica si riesce a capire cosa fare e cosa non fare per essere dei “buoni” genitori, ma ci vuole tempo.
Voi a che punto siete del percorso? A me sembra di avere appena cominciato eppure sono mamma da quasi nove anni. Sentendo altre mamme sembra che i passi falsi li facciamo tutti, chi più chi meno, sempre in buona fede, impegnandoci ad educare e seguire i nostri piccoli il meglio possibile.
Se avete dei dubbi (quelli che aiutano a far crescere noi prima, subito dopo i nostri bimbi), e volete un aiutino, leggete il post dell’autore di The Nonconformist’s Guide to Parenting su Parentwonder. Abel Cheng, papà di due bambini a tempo pieno, cerca di chiarirci le idee in base alla sua esperienza. Ci parla su cosa non significhi essere genitori, prima che su cosa significhi:
Genitorialità non significa risolvere ogni problema di tuo figlio al posto suo.
Genitorialità non significa acquistare giocattoli o abbigliamento all’ultimo grido.
Genitorialità non significa iscrivere tuo figlio a più corsi e attività possibili.
Genitorialità non significa delegare ad altro (iPad, computer, TV, o nonni) il tuo compito.
Continua a leggere: Genitorialità: essere genitori non vuol dire...

Con l’arrivo della primavera e l’avvicinarsi della fine della scuola i bambini si sentono maggiormente in diritto di uscire a giocare. Mi sembra giusto. Con i bambini piccoli è più facile perchè, siccome non sono ancora indipendenti, quando giocano non si allontanano troppo dai genitori. Ma come agire nei confronti dei più grandicelli nei quali la voglia di libertà inizia a farsi sentire? E’ giusto farli uscire a giocare con gli amici da soli? Sul blog Smarter ci consigliano qualcosa in merito.
L’importanza delle regole
Quando l’entusiasmo è alle stelle spesso i piccoli dimenticano cosa è giusto fare e cosa non fare. Prima che escano mettetevi seduti con loro per parlare a quattr’occhi quando ancora non sono sovraccarichi di energia, e fare in modo che fissino le regole bene in mente.
Essere vigili
Inizialmente è bene metterli alla prova. Se giocano in cortile fate in modo di poterli controllare ogni dieci minuti. Se le regole vengono infrante o i piccoli agiscono in maniera pericolosa per sè o per gli altri stroncarle sul nascere. Se siete lì per 10 minuti e tutto va bene, riprendete le vostre attività e controllateli regolarmente ogni 10-15 minuti. Se dopo quattro o cinque uscite il vostro bambino rispetta ancora le regole, una volta o due potrete anche chiudere un occhio.
Continua a leggere: 4 consigli per far uscire i bambini a giocare senza preoccupazioni

Quando ero incinta della mia seconda figlia, una delle domande che mi ponevo spesso era: come farò a presentare la nuova sorellina, senza scatenare gelosie funeste? In realtà di metodi certi non ne esistono, ma un po’ di astuzia aiuta a superare i difficili momenti iniziali. La prima reazione dei bambini infatti, sopratutto se molto piccoli, sarà di curiosità e sospetto. Per questo bisonga “verbalizzare” molto, cioè parlare , spiegando tutto ciò che sta accadendo, giorno per giorno.
Il pancione della mamma infatti, che per gli adulti è normale, anzi è visto con tenerezza e benevolenza, per i bambini può risultare qualcosa di misterioso e anche un po’ spaventoso: pensate se non ne sapeste nulla di maternità, che reazione avreste di fronte a un gonfiore così? Quindi, anche se il bambino da segno di accettare tutto con la stessa serafica tranquillità, non date mai per scontate le sue reazioni. Brutti sogni o capricci improvvisi potrebbero essere il segnale di qualcosa che lo turba.
Altro consiglio che mi venne dato dalla pediatra, fu quello di far trovare un bel regalo alla prima visita in ospedale. In questo modo, l’associazione con il nuovo nato e il luogo, non proprio accogliente, sarebbe stata meno traumatica. Spostare l’attenzione sul primogenito, facendolo sentire al centro dell’evento, serve proprio a ricordargli che nessuno gli toglierà il suo ruolo di cucciolo amato da mamma e papà, anche se ora dovrà imparare condividerlo con un nuovo membro della famiglia.
Foto | flickr.com
Quando i figli hanno pochi mesi di vita capita di avere delle volte difficoltà a comprenderli. Perchè piange? Avrà fame, starà male, avrà qualche colichetta? E l’angoscia e la preoccupazione salgono di minuto in minuto. Se ci fosse stato nei primi mesi di vita dei miei figli un aiutino da questo punto di vista avrei fatto carte false. Le future mamme, invece, potranno avere un sostegno tecnologico che viene dagli States.
A prima vista sembra una classico body per neonati, invece si tratta di uno strumento wireless che misura la temperatura del bambino, i movimenti e la frequenza cardiaca tramite sensori incorporati nel tessuto. Le informazioni vengono poi trasmesse ad un computer tramite il gadget ZigBee, che invia messaggi di testo, e-mail in tempo reale con i dati che via via vanno a modificarsi.
Per ora la stanno testando, ma si prevede che la tutina Exmobaby realizzata da Exmovere Holdings, sia in grado di accumulare abbastanza dati per avere indicazioni sullo stato emotivo del bambino attraverso gli algoritmi che rilevano le emozioni, misurano l’energia, l’attenzione e l’umore.
Il body è indirizzato ai piccoli fino ai dodici mesi di età. È lavabile e in grado di resistere a tutto ciò che fa un piccolo nel corso della sua giornata e vita. Per i primi estenuanti mesi mi sembra una buona idea anche se il lavoro più intenso spetta sempre ai genitori…