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Tutti gli articoli con tag educazione bambini

L'amore dei bambini per la lettura dipende dai genitori

pubblicato da Miriam Leto

amore lettura bambini

Non sempre l’amore per la lettura nasce spontaneo nei nostri bimbi, anzi i più si ribellano all’idea di compiti e libri. Non è innato il piacere di leggere i libri questo lo sappiamo, in gran parte però dipende proprio da noi genitori, e dalle relazioni che sviluppiamo con i bambini sin dalla prima infanzia. Da qui l’importanza di cantare una ninna nanna, giocare con il bambino, coinvolgerlo in uno scioglilingua, raccontare le nostre storie e favole preferite, in forma scritta o inventate, aiutarli nel relazionarsi ad un’immagine con le parole. Queste sono infatti le basi per far amare la lettura ai più piccoli. Così scrive il sito spagnolo della rtve:

“Si arriva a leggere la voce dell’altro, che transita per l’affetto. L’oralità, la parola parlata è il ponte di introduzione alla lettura e alla letteratura. Ma questo stimolo iniziale dovrebbe continuare anno dopo anno, stabilendo un forte legame che si adatterà agli interessi di ogni stadio di sviluppo. “

Stabilire la routine della ninna nanna prima e della favola poi, nel momento di andare a letto ma anche durante il giorno, non è quindi solo un momento piacevole e dolce per noi e per i bambini, ma è un’abitudine che alla lunga paga e risulta essere propedeutica all’educazione alla lettura nei nostri figli.

Foto | Flickr

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Bambini ingestibili e capricciosi : otto regole per una buona educazione

pubblicato da Miriam Leto

 Bambini ingestibili e capricciosi : otto regole per una buona educazione

Trucchi magici per prevenire capricci e scenate urlanti dei nostri bambini, si sa non ce ne sono ( purtroppo). Ma se siamo disperate alla SOS TATA, e non sappiamo più da che parte girarci per contenere le nostre piccole pesti, qualche buon consiglio ci viene dato dalla psicologa María Luisa Ferrerósc nel libro “¡Castigado! ¿Es necesario?” . Otto regole non infallibili certo. Ci aiuteranno a contenere la furia dei nostri pargoli ribelli? Ve le riassumo così:

Non ci sono due bambini uguali. Una punizione che è stata efficace con uno non lo è con tutti, il genitore deve quindi essere attento alle particolarità caratteriali del bambino.

Per punire, i genitori e gli insegnanti devono avere sangue freddo. Niente sensi di colpa dopo le punizioni, se ci sono di solito vuol dire che non abbiamo pensato abbastanza prima di “infliggere il castigo”. Dobbiamo armarci di pazienza, specialmente quando siamo stanchi o arrabbiati per altri motivi.

I castighi fisici ormai si sa da tempo, sono del tutto inutili e alla lunga controproducenti. Anche se tutti abbiam preso sculaccioni o mestolate, come scritto nel punto due, la calma e il sangue freddo sempre pagano.

Punire subito. Non far passare troppo tempo tra “il delitto e il castigo”, soprattutto per i bambini più piccoli, si dimenticano in fretta. Quando il bambino viene punito, dobbiamo fare in modo che il perchè gli rimanga impresso nella testolina.

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Come insegnare ai bambini a lavarsi i denti

pubblicato da Barbara

Bambini e spazzolino da denti, un binomio a volte difficile; alcuni genitori si impegnano a pulire i denti ai propri figli in prima persona, però c’è sempre il rischio che alla fine i piccoli non imparino a fare da soli. Ecco un video carino in inglese, che però è molto chiaro anche se non si comprendono tutte le parole.

Il segreto per una dentatura perfetta è avere costanza e lavarsi almeno due volte al giorno; uno stratagemma diffuso è la piccola clessidra da due minuti, tanto è il tempo che dovrebbe essere impiegato per sfregare bene i dentini, magari con l’aiuto di una canzoncina carina.

Altro consiglio intelligente, prendere l’abitudine di non mettere troppo dentifricio e poi chiudere l’acqua del rubinetto mentre ci si spazzola, per poi riaprirla solo alla fine. Ultimo suggerimento? Aiutarsi per il risciacquo con un bicchiere carino e divertente e -possibilmente- evitare di mandare giù il dentifricio, che anche se per bambini, può dare un senso di fastidio alla lingua.

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Cristiano Camera e Alice Miller: un vademecum per noi genitori

pubblicato da M.Barbara

pugno con scritta stop

Cristiano Camera, autore del blog Figliopadre sta leggendo i libri di Alice Miller. Ne avevo parlato con voi già nel mese di giugno. Avevo letti anche io diversi testi di questa autrice mentre preparavo la tesi universitaria e in realtà li avevo trovati utilissimi proprio nei rapporti che avevo con i bambini (cugini o figli degli amici cui facevo da baby sitter).

Papà Cristiano si sta prendendo la briga di riprendere e sintetizzare i punti salienti del pensiero della Miller sull’infanzia e vi invito ad andare a leggere il suo blog, perché si tratta di un lavoro utilissimo e non da poco.

Nel post che parla delle radici della violenza, vengono riportate dodici considerazioni fondamentali: vi serviranno non solo per comprendere molte dinamiche che state instaurando con i vostri figli, ma anche quelle che eventualmente avete dovuto subire quando eravate bambini. Tra i vari punti, ho scelto di riportarvi il numero 8 sperando che vi incuriosisca abbastanza per andare a leggere tutti gli altri:

Finora la società proteggeva gli adulti e colpevolizzava le vittime. Nel suo accecamento, essa si appoggiava a teorie che, corrispondendo ancora interamente al modello educativo dei nostri nonni, vedevano nel bambino una creatura astuta, un essere dominato da impulsi malvagi, che racconta storie non vere e critica i poveri genitori innocenti, oppure li desidera sessualmente. In realtà, invece, non v’è bambino che non sia pronto ad addossarsi lui stesso la colpa della crudeltà dei genitori, al fine di scaricare da loro, che egli continua pur sempre ad amare, ogni responsabilità.

Foto | Flickr

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Sondaggio: portate i bimbi a fare spese con voi?

pubblicato da M.Barbara

vestitini bambini

Per le mamme delle bambine le compere sono sempre un momento divertente: abiti, scarpine, accessori sono numerosi, colorati, per tutti i gusti ed è davvero molto difficile resistere. Quando mia
figlia era piccola, la portavo sempre con me e specialmente quando le provavo le scarpe era felicissima. C’è stato poi un cambiamento che mi ha resto impossibile mantenere le mie abitudini: mia figlia ha imparato a parlare.

Non solo, ma ha anche sviluppato un carattere piuttosto forte e ha gusti decisi. Questo ha trasformato lo shopping in un momento difficile: urla, strepiti, rimostranze varie. Così, quest’anno ho seguito il consiglio di un’amica e ho fatto tutto da sola. Un vero sollievo. Naturalmente ho tenuto in gran conto i suoi gusti e non ho preso niente che uscisse dalle sfumature rosa, glicine, viola fucsia. Ho scelto però in base al budget e alla comodità. Voi come vi regolate quando dovete fare spese per i pargoli?

Foto | Flickr

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I bambini educati sono più felici

pubblicato da fritha

booksLa felicità non si può certo misurare, ma possiamo intuire facilmente quando i nostri bambini sono felici e quanto questo dipende dalle condizioni di vita che riusciamo a garantire loro e dall’affetto di cui li circondiamo. Un recente studio dell’Unicef ha sottolineato un nuovo aspetto che fino ad ora era stato messo in luce di rado o proprio per nulla: i bambini educati sono più felici. L’educazione dunque entra a far parte degli indicatori del benessere del bambino, legato al benessere materiale, allo stato di salute, alla sicurezza, alle relazioni familiari e affettive e, adesso, al livello dell’educazione.

L’educazione pare produca un maggior livello di felicità e di soddisfazione personale, crescendo, di quanto non permetta per esempio il denaro. D’altronde da sempre si fanno sforzi per offrire ai propri figli la migliore educazione possibile perché il loro percorso formativo metta a disposizione più opportunità di quante non possiamo averne avute o colte noi. A maggior ragione sarà importante valutare la posizione centrale dell’educazione nella crescita dei nostri bambini non solo per accrescere la loro cultura e le loro prospettive future ma anche, appunto, per fare in modo che siano più felici.

Foto | Flickr

Via | GuiaInfantil

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Venerdì 13: i bambini e la superstizione

pubblicato da M.Barbara

numero tredici su di un muroSe non fosse per i film del terrore, d’importazione, a noi una data come venerdì tredici non direbbe in fondo niente. Venerdì diciassette invece ci fa un po’ impressione, vero? Perciò quando mia sorella si è sposata il giorno diciassette diciamo che ha sfidato, se non la sorte, almeno i pettegolezzi dei parenti.

Ad ogni modo, la domanda che oggi mi pongo e vi pongo è questa: può capitare che rendiamo involontariamente superstiziosi i nostri figli? Parto naturalmente dal presupposto che noi genitori non lo siamo: io personalmente ho collezionato talmente tanti specchi rotti, gatti neri, giri sotto la scala e cappelli sul letto che ora non dovrei essere qui a scrivervi.

Capita però che tra adulti ci ritroviamo a fare, anche scherzosamente, scongiuri di vario genere. I bambini curiosi chiedono perché e noi come rispondiamo? Nel momento esatto in cui spieghiamo che per alcune persone il gatto nero fa succedere cose brutte siamo sicuri che questa idea non prenda piede anche in loro, visto che vivono in un periodo in cui le magie sono possibili? Che ne pensate?

Foto | Flickr

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Bambini o adolescenti? Come crescono i nostri figli.

pubblicato da M.Barbara

Pupazzi Lego

Mia figlia ha cinque anni. Ricordo con sollievo il momento in cui ci rendemmo conto di aver superato la fase dei “terrible twos” ovvero i terribili due (anni), quella in cui i neonati si trasformano in piccoli mostrilli che dicono (urlano) sempre e solo “no!” dalla mattina alla sera.

Ultimamente, però, mi sembra che la peste stia nuovamente attraversando una fase di transizione. Contesta qualsiasi decisione e lo fa con un piglio degno di un’adolescente. Mi sono un po’ consolata scoprendo che la stessa cosa sta succedendo ad altre bambine della sua età.

Mal comune mezzo gaudio? Diciamo che se non altro mi preoccupo di meno, ma la stanchezza è tanta e i picchi di nervosismo che si raggiungono in famiglia notevoli. Sto facendo finta che queste siano le prove generali di quello che accadrà a partire dai dodici anni.

Certo che se già adesso ci contesta con espressioni del tipo: “Ehi, non avete capito? Non se ne fa niente!”, il mio sguardo verso il prossimo futuro non può che essere colmo di ansia. Per me, diseducativamente parlando, le fasi migliori sono quelle così dette di latenza.

Foto | Flickr

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Figli diversi, diversa educazione

pubblicato da M.Barbara

Ombre bambini

Si possono educare due fratelli con le stesse regole? E due gemelli? E due bambini che hanno padri diversi? Prendo spunto da un post di Monica Massola di Famiglia e strati:

Ciò che ho imparato essendo madre di una non funziona essendo madre dell’altra, eppure posso anche usare qualcosa che ho imparato educando la seconda figlia, nel educare la figlia più grande.
Probabilmente è una cosa che tutti i genitori di due figli hanno scoperto da molto tempo, eppure nei forum tematici, ricorre questa visione o bisogno di nominare gli atti educativi coem se avessero valore universale.
Noi gente a strati che ri-scopriamo ogni giorno l’acqua calda della genitorialità, a partire dalla nostra diversità …possiamo invece permetterci di raccontare la nostre scoperte genitoriali.

E’ difficile educare fratelli e sorelle con caratteri ed esigenze completamente diversi tra loro. Non solo perché gli altri genitori sono pronti a dirci che non siamo coerenti, ma anche perché rischiamo che siano i nostri stessi figli ad accusarci di fare delle preferenze.

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Lasciar crescere e lasciar andare i propri figli

pubblicato da M.Barbara

Scultura rappresentante arco e freccia
Leggo sul blog, già citato su Bebeblog, del papà in congedo parentale di quanto sia difficile lasciar crescere e lasciare andar via i propri figli. Anche quando sono ancora piccoli e stanno conquistando la loro autonomia passetto dopo passetto. Cito testualmente dal post:

Penso all’immagine del genitore arcere e mi chiedo se sarò capace di lasciar partire la freccia o se cercherò di tenerla ancora un pochino con la scusa che l’arco non è ancora abbastanza teso, che si, adesso lascio, sto solo prendendo la mira.
Poi penso che se sono qui, a 2000km dalla mia Milano, se questa splendida bimba e sua sorella sono nate e sono proprio loro è perché io ho avuto la fortuna di avere arceri che hanno avuto la forza di lasciar volare la freccia (perché in certi casi ci vuole molta più forza a lasciare che a tenere).

Questo papà mi ha fatto pensare ai discorsi che capitano spesso tra genitori. Quando i bimbi cominciano ad avvicinarsi ai sei mesi, molte mamme si lamentano di quanto mancheranno loro le prime settimane di vita, quell’intimità così preziosa che si era instaurata.

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