Da questa settimana, con Donna Moderna potete richiedere anche il libro con le avventure di Luporosso a € 4,90 in più. Il piccolo lupo disegnato da Mario Gomboli è il protagonista di una serie di favole che saranno in edicola fino al 25 marzo. I titoli sono: Buona educazione, Abbasso la paura!, Lavarsi è bello, Cibi buoni cibi giusti, Sulla strada, Nessuno è perfetto, Attenzione: pericolo, Buoni o cattivi?, Vorrei un cucciolo, Il mio ecogalateo.
Leggendoli non avrete difficoltà a scoprire che affrontano temi su cui noi mamme da sempre discutiamo e su cui cerchiamo informazioni. Personalmente sono molto interessata al volume sulla paura a quello sui buoni o cattivi e a quello dell’ecogalateo. Si sa che per i bambini è più facile accettare dei consigli o immedesimarsi in situazioni che hanno per protagonista qualcun’altro.
In questo caso Luporosso non è solo educativo, ma anche divertente e molto ironico sia nei testi che nelle vignette. Mentre i manuali di Famiglia Cristiana sono per i genitori, i manuali di Luporosso sono dedicati ai nostri piccoli. Un’ottima idea, che magari faremo valutare all’esperta Giorgia Golfetto che si occupa di lettura per bambini. Dateci pure il vostro parere, però, man mano che li comprate: gli esperti sul campo siete voi!
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Abbiamo già parlato sia di Nati per Leggere sia dei laboratori formativi condotti da Giorgia Golfetto nell’ambito di questo progetto. Nell’intervista le abbiamo chiesto non solo di parlarci del suo lavoro, ma anche di darci qualche consiglio su come scegliere i libri per i nostri bambini, magari suggerendoci lei per prima alcuni titoli.
Ci introduce il suo lavoro e ci racconta come è nato il suo incontro con il progetto Nati per Leggere?
Ho conosciuto il progetto NPL nell’ambito dei miei studi universitari e poi ho partecipato alla realizzazione di diverse iniziative locali a sostegno di tale progetto. Dal 2008 sono membro del Coordinamento regionale “Nati per Leggere” in Veneto, all’interno del quale ho collaborato alla elaborazione e alla realizzazione di diverse iniziative di promozione del progetto NPL a livello locale, quali la giornata di apertura straordinaria domenicale delle biblioteche del Veneto (11 maggio 2008), il convegno “Da un’idea alle buone pratiche” (Verona 3 dicembre 2008) e il piano formativo che, con l’appoggio delle Province, si vuole diffondere a tutti gli operatori che in varia misura di occupano del sostegno e dello sviluppo di Nati per Leggere.
Perché, come lei suggerisce negli incontri, leggere è famigliare?
Il messaggio che propongo è relativo all’importanza di creare un rapporto di familiarità tra il bambino ed il libro, in netto anticipo rispetto all’età in cui il bambino stesso sarà in grado di leggere autonomamente. Il termine familiarità sta ad indicare la confidenza e la dimestichezza legate ad una lunga ed assidua consuetudine con il libro e la narrazione all’interno del primo e privilegiato contesto educativo: la famiglia.
È cruciale per la vita del bambino che i libri e la lettura diventino dimensioni legate alla consuetudine quotidiana e, quindi, che rientrino nei contesti educativi più significativi per il bambino fin dalla nascita, ovvero la famiglia e i servizi educativi che si occupano delle famiglie e della prima infanzia, quali, ad esempio, nidi, scuole dell’infanzia, biblioteche, ludoteche, centri per l’infanzia, centri per le famiglie, ambulatori e reparti pediatrici, consultori familiari ecc.
Per realizzare l’obiettivo di promuovere la familiarizzazione con la lettura fin dalla primissima infanzia è necessario coinvolgere direttamente le famiglie e seguirle in un percorso educativo-formativo che le conduca a creare, sviluppare e mantenere, all’interno del proprio ambiente, le condizioni necessarie per la nascita e lo sviluppo del piacere della lettura.
Ha notato differenze nel suo lavoro man mano che gli anni passavano ovvero le sembra che l’importanza della lettura sia stata recepita nel tempo?
Ho notato, seppur in questi pochi anni, che l’attenzione rivolta alla letteratura per l’infanzia, all’educazione alla lettura e al ruolo dei genitori nel rendere familiare la lettura ai bambini fin dall’infanzia è sempre maggiore e che, pur con fatica e tempi un po’ lunghi, l’impegno che sto investendo, nel promuovere attività e progetti di formazione con genitori ed altre figure educative nell’ambito dell’educazione precoce alla lettura, suscita sempre maggior interesse e risposta negli enti e nelle agenzie che si rivolgono alle famiglie e alla primissima infanzia.
Chi conosce il progetto Nati per leggere, sa già quanto sia ritenuta importante la lettura per la crescita del bambino. La lettura precoce, in particolare, aiuta il piccolo non solo nella sua crescita cognitiva e nell’arricchimento del suo immaginario e delle sue competenze. La lettura precoce, poiché accompagnata necessariamente da un adulto, rafforza proprio il rapporto del bambino con i genitori attraverso le emozioni che il racconto suscita.
Al nido frequentato da mia figlia hanno indetto un workshop sulla lettura nella primissima infanzia, presentato dalla Dottoressa Giorgia Golfetto che da tempo si interessa al tema. Mi ci sono iscritta con un po’ di supponenza: sono un’accanita lettrice e ho sempre accompagnato mia figlia in questo percorso di conoscenza dei libri. Cosa mai potevo scoprire di nuovo?
La prima novità è stato il confronto con gli altri genitori: ad esempio, al momento di scegliere i libri per i lavori di gruppo abbiamo scoperto di avere idee molto diverse sulla lettura e su quelli che consideriamo libri validi. Confrontandoci ci siamo anche resi conto che ogni bambino è diverso dall’altro e che rispetto alle indicazioni presenti sui volumi (adatto a bambini di 4 anni eccetera) i nostri figli erano chi più avanti chi più indietro, dell’età indicata.
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