
Telefono azzurro, l’associazione che tutela di diritti dell’infanzia, lancia una collana di manuali utile sia per educatori che per genitori. Ogni volume consta di un centinaio di pagine ed è suddiviso in una prima parte, che illustra l’argomento, ed una seconda parte che si sviluppa tramite domande e risposte per dare indicazioni concrete. I primi titoli a disposizione sono: Il bullismo, La separazione/divorzio dei genitori, La sicurezza in Internet, I social network.
Nel volume del bullismo gli esperti di Telefono azzurro cercano di rispondere a domande come Che differenza c’è tra uno scherzo e il bullismo? Esiste un bullismo al maschile e uno al femminile? È un fatto caratteriale essere vittima? Che responsabilità ha la famiglia? A chi chiedere aiuto? Che cosa deve fare un insegnante di fronte a un atto di bullismo? Come aiutare un bullo?.
A proposito della separazione e del divorzio dei genitori, il manuale di Telefono Azzurro spiega come i bambini vivono quest’esperienza a seconda dell’età che hanno. Ci sono inoltre utili indicazioni su come spiegare ai bambini ciò che sta accadendo e come tranquillizzare i loro sensi di colpa (i bambini tendono spesso ad addossarsi la responsabilità per la fine del rapporto tra i genitori).
Continua a leggere: Telefono azzurro: nasce la biblioteca per aiutare i genitori
Bambino: giochi e attività, di Lynn Rosen e Joe Borgenicht è un manuale per genitori di bambini fino ai tre anni di età. Ad ogni pagina corrisponde una scheda di gioco che indica: l’età richiesta, la funzione educativa, quali oggetti sono necessari (solitamente piccoli oggetti reperibili in casa), come realizzare il gioco e quali varianti apporvi per renderlo più efficace.
Il sito della casa editrice commenta così il manuale:
Il principio di questo simpatico manuale è lo stesso che ha decretato il successo della serie: humour, contenuti di sicuro valore pedagogico, competenza degli autori e una grafica curatissima e originale.
C’è un solo problema, per me: nel testo il bambino viene definito processore centrale e tutte le istruzioni ruotano intorno a questa metafora che all’inizio è divertente, ma dopo diventa un po’ snervante. Non si parla mai di bambino, ma di modello, di funzioni, di monitoraggio. Per un genitore che è talmente disperato da ricorrere ad un manuale anche la più piccola metafora può diventare ingombrante.
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I nostri figli stanno crescendo e manifestano paure che prima non avevano: paura del buio (riempiamo la casa di lucine, senza difficoltà), paura di perdere i genitori, paura di farsi male (e giù cerotti per coprire ogni macchia di sangue), paura del cambiamento, persino paura dei discorsi degli adulti o di certe immagini che la televisione trasmette (come dar loro torto?).
Cosa fare? Intanto vi dico subito cosa non fare, mai: ridicolizzarli o permettere a qualcuno di prenderli in giro per queste paure. I bambini non sono in grado di cogliere l’ironia, i doppi sensi, i giochi di parole. Non sono affatto in grado di interpretarli. Minimizzare le loro paure o addirittura renderle oggetto di ironia porta i bambini a nasconderle. Le paure inespresse tendono poi ad ingigantirsi, a far nascere nel bambino immagini distorte della realtà.
E’ importantissimo invece lasciare che ci parlino delle loro paure, accoglierle come una normale emozione e contemporaneamente rassicurare i nostri piccoli che andrà tutto bene. Ad esempio, se temono di perderci, allora dobbiamo tranquillizzarli, dicendo che staremo sempre con loro. Se insistono, magari spaventati da discorsi altrui, possiamo dire che non sono soli, che ci saranno sempre persone che vorranno loro bene e si prenderanno cura di loro (nominando un nonno, una zia preferita, un’amica a cui sono legati).
Continua a leggere: Le paure dei bambini nella fase prescolare: mai ridicolizzarle
Abbiamo visto nella prima e nella seconda parte di Come rovinare un figlio in 10 mosse, quali sono i comportamenti scorretti che fanno crescere male i nostri figli. Come vedrete in questo post, i punti non sono in realtà 10, ma 12 e sono una sintesi del pensiero di Don Mazzi sull’educazione. Questi dodici comandamenti sono conosciuti come il metodo infallibile per crescere un figlio delinquente.
Vediamo ora come si conclude l’elenco:
9. Dargli tutto il denaro che desidera.
10. Soddisfare sempre ogni suo capriccio.
11. Difenderlo sempre, di fronte a maestri, vicini, poliziotti… dicendo che tutti hanno dei pregiudizi contro di lui.
12 . Quando poi da grande il bambino si comporterà male veramente, vi difenderete dicendo: «Con lui non siamo mai riusciti a ottenere nulla».
Chi insegna, specie alle superiori, mi racconta di trovarsi di fronte ragazzini con molti soldi in tasca, con vestiti griffati e con i genitori pronti a difenderli sempre e comunque, anche di fronte all’evidenza. Persino mio marito, ad un certo punto, mi ha detto: io non posso più insegnare. Questi ragazzi hanno bisogno di un padre non di un professore.
Continua a leggere: Come rovinare un figlio in 10 mosse, terza parte
Abbiamo già visto le prime 4 mosse per rovinare il proprio figlio. In sintesi, i comportamenti scorretti dei genitori, indicati da don Mazzi, sono: assecondare tutte le richieste del bambino, trovare divertenti le parolacce, non dargli un’educazione religiosa, lodare il figlio in pubblico.
Vediamo i comportamenti dal 5 all’8:
5. Evitare l’uso del termine “male”: potrebbe sviluppare nel bambino un “complesso di colpa”. Così, da grande, quando sarà giustamente punito per le sue colpe, crederà che la società è contro di lui e che lo perseguita.
6. Raccogliere tutto ciò che lascia in disordine: scarpe, libri, vestiti. Fare per lui ogni cosa, in modo da abituarlo a scaricare sugli altri tutti i propri pesi.
7. Lasciargli leggere, vedere, pensare tutto ciò che desidera. Dargli tazze dorate, senza preoccuparsi di che cosa ci sia dentro da bere.
8. Litigare spesso in sua presenza. Così farà anch’egli nella sua futura famiglia.
Continua a leggere: Come rovinare un figlio in 10 mosse, seconda parte
Come rovinare un figlio in 10 mosse è il titolo del manuale scritto da Don Mazzi e ripubblicato da Famiglia Cristiana insieme ad altri manuali sull’educazione. Don Mazzi mi piace per la sua schiettezza, ma non sono sempre d’accordo con lui. Da oggi, per tre puntate, vi riporto la sintesi del suo pensiero e magari ne discutiamo insieme.
Ecco i primi quattro consigli per rovinare il proprio figlio:
1. Dare al bambino fin da piccolo tutto ciò che desidera. Così crescerà convinto che il mondo gli sia debitore di tutto il necessario per vivere.
2. Sorridere divertiti quando ripete le “parolacce” imparate. Così si convincerà di essere molto spiritoso e aumenterà la dose.
3. Non dargli alcuna educazione spirituale e religiosa, almeno finché non sia grande e possa quindi scegliere e decidere da sé. Con la stessa logica, non si dovrebbe insegnargli l’italiano: da grande preferirà parlare bantù.
4. Lodarlo in presenza di amici e conoscenti; così si convincerà di essere il più intelligente dei suoi coetanei.
Continua a leggere: Come rovinare un figlio in 10 mosse, prima parte
Se avete amici in procinto di diventare genitori, questo è un ottimo regalo: l’Enciclopedia del genitore è un volume, una sorta di manuale per mamme e papà, ma impostato come un’enciclopedia: invece che procedere per argomenti, procede in ordina alfabetico. Si inizia con la A di Abbandono (apura dell’) e si finisce con la Z di Zucchero.
Il sottotitolo spiega bene l’intento di questo libro: Dalla A alla Z, 700 voci per affrontare i disturbi, le malattie e l’educazione dei nostri figli. L’autore, Italo Farnetani, tratta infatti sia argomenti squisitamente medici, come la differenza tra febbre ed influenza, oppure la mononucleosi o la varicella, ad argomenti più psico-pedagogici come le relazioni con i nonni, come affrontare il pranzo di Natale, come gestire i momenti difficili, per esempio l’ingresso in un nuovo ciclo scolastico.
Sebbene sia partita assolutamente prevenuta, devo ammettere che alcune voci (soprattutto quelle di carattere psico-pedagogico) mi hanno molto intrigato. Alcune sezioni, come quella relativa alla dieta alimentare, è corredata con tabelle chiare e funzionali, mentre per alcuni ripi di sintomi vengono proposti dei “percorsi a tappe” per fare una prima, momentanea, autoanalisi.
L’Enciclopedia del genitore costa 39,00 € ed è in vendita su Bol e su la Libreria universitaria, oltre che nelle librerie “vere”.
Continua a leggere: Enciclopedia del genitore, per mamme e papà iper-aggiornati
Genitori autorevoli, di Italo Farnetani, pediatra e docente universitario, mi è capitato tra le mani per caso. Il sottotitolo, piuttosto lungo, la dice anche lunga: Una guida per affrontare con equilibrio e competenza la crescita dei figli dalla nascita all’adolescenza. Di solito evito come la peste i manuali per genitori, non foss’altro per i numerosi sensi di colpa che inevitabilmente suscitano nella sottoscritta, oltre che per l’approccio eccessivamente astratto. Ma questo titolo mi intrigava, e mi sono chiesta se finalmente mi sarebbe stata svelata la tanto decantata differenza tra un genitore “autoritario” ed uno “autorevole” (come dice il titolo, appunto). Così ho iniziato a leggerlo, vincendo le mie resistenze iniziali. Beh, mi è piaciuto.
Intanto, è molto diretto (forse troppo, probabilmente qualcuno si sentirà urtato da un tono che non ammette repliche) ed è scritto in modo estremamente semplice e scorrevole. E’ anche sufficientemente schematico: è diviso infatti in tre sezioni, Identikit del genitore autorevole, nella quale ci viene finalmente svelato l’arcano, Come diventare genitori autorevoli, nella quale si affrontano alcune situazioni “tipiche”, e infine una sezione dedicata a Le soluzioni ai dieci problemi più diffusi, oltre ad una serie di schede per monitorare la crescita dei nostri bimbi, e ad un test (che ovviamente ho fatto per prima cosa!) per valutare il nostro grado di autorevolezza.
I problemi, affrontati con schiettezza e buon senso, sono quelli di tutte noi mamme: il sonno, il cibo, la TV, il succhiotto, i capricci, il pianto irrefrenabile, e poi ancora gli amici, gli animali domestici, la scuola, Internet, lo sport e il movimento (bella tirata d’orecchie ai genitori che non utilizzano il weekend per fare movimento insieme ai propri figli). Molto interessante il capitolo su La mamma che lavora (consigliato alle mamme di bandire qualsiasi senso di colpa!) e quello su Asilo nido o Baby-sitter (opinabile, a parer mio, e capace di suscitare le ire di molte maestre di asilo nido). Altrettanto opinabile, ma comunque intrigante, il suggerimento di fornire di cellulare anche i bimbi in età prescolare (ne Il cellulare).
Continua a leggere: Genitori autorevoli: un (bel) manuale per mamme e papà