Ok, ho riso, lo ammetto.
Ecco questo sketch di un telefilm straniero che non ha bisogno di sottotitoli. Il tutto si capisce senza bisogno di alcuna traduzione. Il nonno tiene in braccio il nipotino mentre la mamma è seduta che osserva la scena. Fino a quando… oh, oh… a qualcuno è scappata la pupù?
Il bimbo torna alla mamma e … il finale vedetelo voi.
Ovviamente non esiste un’età giusta per tutti, ma il buon senso aiuta a capire quando arriva il momento per il grande passo. I pannolini infatti non sono esattamente comodi, anche se ultimamente le pubblicità tendono a mostrare ragazzini felici, che li terrebbero volentieri fino alla pubertà.
Il metodo IPT (Infant Potty Training) al contrario consiglia di levarli fin da subito. Senza pannolino è il libro che suggerisce di abituare fin da neonati all’uso vasino. Ho provato con la mia prima bimba, ma non è stato un gran successo, anche perché il metodo consigliava di mettere sotto al sederino del bebè un qualsiasi recipiente nel momento della poppata, che di solito coincide con quello dell’evacuazione, almeno nei primissimi mesi di vita. Non posso raccontare quale scomodità possa essere sorreggere un neonato e contemporaneamente un contenitore sotto le sue gambe, per non parlare dei segni rossi che le rimanevano sulle cosce..
Ho trovato invece che l’approccio proposto da Elena Del Prà in Via il pannolino! sia più rispettoso delle necessità individuali di ogni bambino, il consiglio di osservare i segnali e invitare il bambino a porre l’attenzione sui bisognini è molto giusto. Infatti l’abitudine al pannolino è uno dei motivi più frequenti che causano un ritardo nel controllo degli sfinteri.
Aldilà di tutto, quando si decide che è arrivato il momento, bisogna ricordare che la pazienza insegna più di qualsiasi manuale.
Via | Bobbe.it, White-bucke.com
Foto | flick.com
Cambio pannolino; il video spiega come cambiare il pannolino. A questo posso solo aggiungere qualche altro consiglio.
1° Scegliete un posto sicuro e comodo dove fare il cambio; presto voi e il bimbo vi abituerete all’operazione (la farete in automatico), e quando lui crescerà non starà più fermo come un bambolotto, per cui se avete scelto il lavabo del bagno per questa operazione, la cosa potrebbe rilevarsi pericolosa. Se non potete scegliere un posto più sicuro, assicuratevi di averlo sempre sotto controllo; insomma almeno tenete sempre in mano le sue gambine (io le ho sempre cambiate sul letto o sul pavimento, sopra un bel tappetino ti plastica moltoooo largo).
2° Preparate bene la zona dove intendete fare il cambio; tutte quanto il necessario a portata di mano, ma la vostra, non quella del bambino.
3° Stendente bene il pannolino prima di spogliare il bimbo, e ricordatevi di allargate bene le alucce del pannolino, altrimenti quello che deve rimanere dentro esce fuori.
4° Nel caso di maschietti dovrete imparare a fare tutta l’operazione del cambio più velocemente, perchè i bricconcelli si divertono un mondo a sorprendervi con l’imitazione dello spruzzino.
5° Fategli le coccole, parlate con dolcezza, stanno più tranquilli se si abituano alla voce della mamma (ma anche a quella del papà poi).
Video Mammeinradio.
Inutile domandarvi cosa ci facciate con i pannolini sporchi, la risposta può essere una sola: li buttate, preferibilmente il più rapidamente e il più lontano possibile dal vostro naso. A meno che, certo, non vi siate già convertiti ai pannolini lavabili ed ecologici. Ma se non è questo il caso potreste scoprire che presto sarà possibile riciclare i pannolini usati anche in un altro modo, producendo energia.
Considerate che un bambino nei suoi primi due anni di vita arriva a consumare circa 6000 pannolini in media. Tutta spazzatura fino ad ora non riciclabile. Un’azienda francese ha però allo studio un nuovo programma che intende riciclare i pannolini sporchi riuscendo a produrre energia e anche nuovi materiali riutilizzando gli scarti plastici e organici.
L’esperimento si chiama Happy nappy e si pone l’obiettivo di produrre energia attraverso il biogas dai residui organici, concimi con quel che rimane degli stessi residui e nuovi materiali dalle plastiche riciclabili. Si comincia con il separare plastiche, polimeri assorbenti, fibre e residui organici da quel che resta di un pannolino sporco buttato via. I residui organici si mettono a fermentare perché producano biogas, poi si lavorano per farne fertilizzanti. Il resto va al riciclo classico. Un bel passo avanti, non trovate?
Foto | Flickr
Via | SerPadres

Il dilemma è sempre lo stesso: quando è il momento di andare al mare ma il bambino porta ancora il pannolino come regolarsi? Toglierlo fintanto che si rimane in piscina o al mare sorvegliando accuratamente il bebè oppure mantenerlo comunque anche se il piccino potrebbe soffrire il caldo e non trovarsi a proprio agio con il classico pannolino?
Una soluzione può essere quella di scegliere i modelli più leggeri pensati per l’estate e più somiglianti a mutandone oppure quella di utilizzare i pannolini ecologici, lavabili, che sono realizzati in materiali naturali e consentono una migliore traspirazione. Ma c’è anche una nuova idea: sono costumi da bagno per i bambini che usano ancora il pannolino, lavabili e con tutto l’aspetto di veri e proprio costumini ma con tutti i vantaggi del classico pannolino.
Li realizzati il marchio ImseVimse sfruttando il concetto alla base dei pannolini lavabili ma utilizzando quindici diverse stampe che rallegrano il più banale dei pannolini facendolo somigliare ad un costume come tutti gli altri. Sono impermeabili ma traspiranti e costano 13 euro l’uno.
Via | EntreChiquitines

Quando i pannolini dei neonati sono i padri a cambiarli, allora sì che c’è da ridere. Ma soprattutto se il padre in questione sa scrivere bene ed è sufficientemente ironico. Ecco l’esperienza raccontata da Baricco, dove la sintesi è “Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore e convinto di avere la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po’ di destra.”
Tutto comincia così: “Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni: a) perché lo dice la mamma; b) perché lo dice la suocera; c) perché il bimbo ha cagato.” E prosegue con la storia del fasciatoio “Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.” Ammetto che anch’io l’ho pensato per un attimo qualche settimana prima del parto.
Oppure tutto sulla “Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calve e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipi.” Quanto è vero, a me è successo innumerevoli volte!
Oppure questa, che il papà di mio figlio fa regolarmente, abbottonare le clip delle tutine come se fosse il gioco dell’elastico. “Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.”
Foto | Flickr
Utili i pannolini lavabili in panno, ma se hanno anche delle fantasie simpatiche all’esterno va ancora meglio. Il blog Thrifty Nifty Mommy, la cui autrice è una mamma con piccolina al seguito, segnala una linea di TheEliMonster con tinte anche per maschietti. Ci sono anche fantasie indirizzate alle femminucce, ma solitamente è più facile trovare pannolini o indumenti per femminuccia.
Al di là del fattore carineria, è anche importante avere un pannolino che serva allo scopo. Impermeabile, superassorbente, con chiusure in velcro e una stampa molto carina. Cosa volere di più? Secondo la mamma il pannolino di medie dimensioni si adatta perfettamente alla sua piccola. Si tratta di un pannolino che viene fornito con un inserto in microfibra e funziona molto bene. La sua Maggie l’altro giorno lo indossato per tre ore senza perdite. Il che non è male.
Se volete approfondire sui pannolini The EliMonster cliccate sul sito ufficiale, mentre su etsy li trovate in vendita.
Sui vantaggi dei pannolini riciclabili non mi dilungo, il tema è quali scegliere e quando usarli. Io ho scelto una marca tedesca, Popolini, perché era in offerta all’Ipercoop di cui mi fido come se fosse mia madre a darmi il consiglio. Tra le varianti possibili, raccomando quelli one size, cioè che si adattano al corpo di tuo figlio fino ad oltre i due anni, possibilmente con la mutandina di plastica separata, perché sono più assorbenti e facili da lavare. Io uso, dei Popolini, gli ultra fit, che assorbono più di un’idrovora e sono facilissimi da usare. La quantità massima è di 8, di più proprio non servono e anche con 6 ve la cavate alla grande!
Ma quando usarli questi pannolini? La raccomandazione è di NON cimentarsi durante i primi due o tre mesi di vita del neonato in questa missione ecologista. Siete stanche, dovete prendere la mano col bambino, l’allattamento se avete deciso per quello al seno, la mancanza di sonno se il pargolo pensa che la vita sia un rave party etc. Quando cominciate a sentirvi tranquille con la routine del neonato allora cominciate, SOLO quando state in casa altrimenti è uno stress uscire e pensare che rientrerete con una borsa pesante e maleodorante del pannolino di stoffa sporco. A me è successo di dimenticare un sacchettino di plastica per conservarlo così sono tornata con la borsa tutta bagnata!
L’ideale è usare il pannolino riciclabile due o tre volte al giorno, ed incrementarne l’uso quando si avvicina il momento di insegnargli ad usare il vasino. In effetti, i piccoli, non sentendo umidità con i pannolini usa e getta, ritardano di molto l’approccio al vasino anche se maturi da un punto di vista fisico. Così, un po’ di sensazione di umido del pannolino riciclabile (non molta a dire il vero perché gli inserti che assorbono trattengono molto dell’umido) aiuterà vostro figlio a scegliere il vasino e mutandine per stare più comodo.
I pannolini sporchi spesso sono radioattivi, c’è chi sdrammatizza, ma a volte ci si chiede come le piccole e angeliche creature riescano a fare tanta cacca in un sol colpo, e spesso nei momenti meno indicati, mentre si è in negozio, al ristorante, come dargli torto, non lo fanno certo apposta, ma che puzza.
Di contro i pannolini radioattivi, che a volte necessitano di mascherine antigas, rischio svenimento assicurato, sono anche un arma potentissima per giustificare i saluti anticipati da una situazione noiosa, o semplicemente per darsela a gambe, in qualsiasi altro momento.
Avete mai usato i vostri figli come scusa per svignarvela? Io si, lo ammetto senza alcun rimorso, deve mangiare, la devo cambiare, scusa ma è piena di sonno, magari appare vispa come un grilletto, la figlia degenere, piccole bugie dettate dalla sopravvivenza.
Secondo voi il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha idea del prezzo dei pannolini? Chiedo scusa per il cinismo sorto spontaneo dalla generosità dimostrata dal Piemonte, il suo presidente ha infatti da poco dichiarato che tutti i bimbi riceveranno pannolini gratis per i primi sei mesi di vita a partire dal 1 gennaio 2011, c’è da trasferirsi in Piemonte per un po’ di tempo.
Una promessa semplicemente meravigliosa, invidio già le mamme piemontesi e le invito a riscuotere tale generosità, perchè la spesa più alta nel bilancio familiare quando arriva un neonato sono proprio i pannolini, tanti, tantissimi, e cari, già definiti possibile moneta di scambio moderno.
«Ci stiamo organizzando – ha detto Cota – per far partire la distribuzione gratuita dei pannolini per i neonati dal primo gennaio. Si tratta di un provvedimento concreto che sarà di grande aiuto alle famiglie.”. Come dargli torto.
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Foto | Mamma.pourfemme