Otto giorni per giocare. Avete tempo da fino al 13 maggio per ammirare la mostra “Pippi Calzelunghe a Vimmerby e ritorno”. Per trastullo, San Giorgio a Cremano (Na) si trasforma in questa placida cittadina immersa nella campagna svedese, dove cento anni fa è nata Astrid Lindgren. Suoi personaggi come Emil, Ronja e Pippi Calzelunghe: la bambina battezzata Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe meglio mota come Pippi, dalle trecce rosse e dagli incisivi più grandi della storia della tv, autonoma e indipendente, potente e anticonformista, apparsa per la prima volta nel 1945 e divenuta celebre in Italia a partire dagli anni Sessanta; un “caracter” capace di rivoluzionare la letteratura per ragazzi e la riflessione educativa.
La mostra, che arriva a Villa Falanga dopo aver fatto tappa in diverse città italiane, è composta da 60 quadri fotografici a colori che illustrano la vita, l’opera e i luoghi della scrittrice. Una galleria espositiva incastonato nel Festival del Gioco: per viaggiare nel mondo della Lingren, che domani (ore 9,30) sarà omaggiata anche da uno spettacolo nel teatro del Tempio Regina dei Gigli in via San Martino. Poi mercoledì 13 maggio, la città campana si trasformerà in cartoon, con traffico interrotto dalle 9 alle 13, per farne un intero ed enorme campo da gioco.
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Il Consiglio etico del commercio contro il sessismo nella pubblicità svedese ha dichiarato guerra alla pubblicità: basta con gli spot che ritraggono bambine in camerette rosa che giocano con principesse delle fate e orsacchiotti mentre i bambini maschi giocano in camerette azzurre con macchinine, soldatini e camion dei pompieri.
Dopo aver attaccato la Ryanair e il suo manifesto che ritraeva una ragazzina in minigonna, adesso è il turno della Lego, colosso delle costruzioni, colpevole di aver scelto per il proprio catalogo proprio le immagini in rosa e azzurro che vi descriviamo poche righe più sopra.
La colpa di cui viene accusata la pubblicità in questione è quella di aver “rafforzato gli stereotipi sessisti” superati o da superare. Il principio invocato è quello secondo cui anche un bambino potrebbe desiderare di giocare con le bambole, tanto quanto una bambina può preferire macchinine e autoscontri. Saremmo curiosi di conoscere l’opinione dei genitori svedesi… ma non solo.
Via | Corriere.it
Foto | Flickr
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