Pessimo binomio quello bambini-sigarette, specialmente se i bambini sono sotto i cinque anni. Io e mio marito non fumiamo e fortunatamente neanche gli amici che frequentiamo di solito, mia figlia di tre anni sì.

L’altro giorno mi sono allontanata per due secondi mentre la Ben parlava con la nonna via Webcam. Ad un certo punto ho sentito mia madre che le chiedeva: che fai? E lei: nonna aspetta che prendo una sigaretta.

Mi sono fiondata al pc e ho trovato mia figlia con un bastoncino di plastica in bocca. Sembrava un’attrice di film muti con bocchino e sigaretta senza filtro. La Ben aspirava voluttuosamente e rumorosamente e poi soffiava il fumo “in faccia” alla nonna.

Ho riso molto finché non mi sono ricordata che noi non fumiamo e che lei non guarda la televisione (non ha visto la carica dei 101 quindi ho anche escluso Crudelia De Mon). Le ho chiesto: chi ti ha insegnato a fumare? Lei, serafica e compiaciuta: papà! Io: lo sai che il fumo fa male? Lei: ma nooo, le bambine possono fumare. Alla fine ho scoperto che aveva visto per strada, per un attimo, una maestra dell’asilo che fumava tranquilla.

Mi sono resa conto, allora, che un bambino, per quanto puoi spiegarglielo, non può vederci niente di male in una sigaretta perché vede degli adulti felici che fumano serenamente. Non solo: se fumare è una prerogativa degli adulti sembrerà anche uno dei tanti traguardi da raggiungere. Ecco perché sono convinta che, date le premesse, affronteremo il discorso con lei prima che sopraggiunga la pubertà.

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