Misurare l’altezza è un rito più che una pratica consigliata dal pediatra, perchè vedere quanto si è diventati grandi per i piccoli nanetti è un fattore indispensabile, se poi i nanetti sono due allora i confronti sono inevitabili e non si può far altro che sorridere.

Mio papà aveva imbrattato la parete dello sgabuzzino con i segni miei e di mio fratello, a pensarci bene non ho idea di come facesse a riconoscere quali erano di uno e quali dell’altro, e la festa avveniva molto spesso con tanto di azioni predefinite come togliersi le scarpe altrimenti bari, libro sopra alla testa per fare il segno corretto e dritti con la schiena.

Questi gli ordini che mio papà impartiva prima della misurazione/gioco dell’altezza, oggi ho notato che esistono veri e propri pannelli dove misurarsi, gli amici di toysblog hanno recentemente proposto il metro a forma di giraffa, ma ovviamente chi ama cercare ne troverà di ogni tipo, da appendere alla parete scelta e pronti per salvaguardare il muro di casa.

Misurare l’altezza può aiutare anche a capire in anticipo se si manifesta qualche anomalia, la crescita a singhiozzo può essere normale ma l’assenza di crescita ovviamente no, anche se tutto dipende molto dai tratti genetici ereditati dai genitori e da fattori ormonali, nutrizionali e ambientali.

Un gioco utile e divertente, il momento del “misuriamo quanto sono diventato grande” secondo me fa parte di quegli attimi indimenticabili e unici che rimangono nella memoria di tutta la famiglia.

Foto | modecokids.com

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