Da figlia a madre: quando la maternità aiuta a crescere

Passare dal ruolo di figlia a quello di mamma non è facile. Molte donne rinunciano addirittura alla maternità perché temono di diventare come la propria madre. Come è possibile che tali paure siano così profonde e condizionanti? Quando cominciano a nascere dentro di noi?

Se ci sentiamo inadeguate al ruolo di madre è perché non ci sentiamo ancora adulte. Né adulte né dotate di una nostra personalità, tanto da poter essere diverse dai nostri genitori. Infatti, se loro non ci hanno permesso di crescere e di sviluppare una nostra personalità, in qualche modo restiamo per sempre bambine e in quanto bambine continuiamo ad illuderci che loro, mamma e papà, devono essere perfetti. Così, non solo non ammettiamo attenuanti per i loro errori, ma neanche per i nostri.

Una volta esistevano dei veri e propri riti di iniziazione. Servivano a crescere, a sentirsi cresciute, a passare dall'altra parte della barricata. Questo momento importante nella crescita di una donna deve offrirlo una mamma alla propria bambina. Come? La Ben ha tre anni e comincio a chiedermelo seriamente.

Mi impegno come posso per aiutarla a trovare sé stessa, a scoprirsi e a scoprire i propri gusti. Certo, questo vuol dire che perdo più tempo perché vuole vestirsi da sola, che a volte devo chiudere gli occhi sul fatto che vuole mettere la canottiera sulla maglietta, che devo lasciare che mi osservi perché ora sa che anche lei è una femminuccia come la sua mamma. Non devo ridere se tutta seria mi dice quando diventi grande anche a te cresce un pezzettino come a papà.

So di essere ansiosa, di correre troppo in avanti, ma non voglio trovarmi impreparata. A volte esagero, ma a volte la mia voglia di ricerca e di confronto viene premiata. In rete, ad esempio, ho trovato due articoli interessanti. Uno è quello linkato all'inizio del post, l'altro si trova nella rivista Madre e riporta una bella lettera, in cui una madre si chiede come spiegare alla propria figlia i cambiamenti che affronterà durante la crescita. La risposta è della dottoressa Graziottin, le cui risposte mi trasmettono sempre molta fiducia.

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