Scarpe firmate per bambine: una guerra tra praticità e pubblicità

Scarpette da bimba viola e arancio
Come dice una mia cara amica: se tua figlia cade spesso ha bisogno di scarpe nuove. Così, dopo esserci accorti che la Ben camminava come un pinguivo e cascava un passo sì e uno no, ci siamo rassegnati a passare un'oretta per negozi. La Ben, che odia essere vestita e svestita, ha manifestato sempre, sin da quando aveva otto-nove mesi, un'insana passione per le scarpe. Se la lascio sola nel negozio torna con un tacco dodici laminato. Decisamente non ha preso da me.

Ora, fino a pochi mesi fa potevo permettermi di scegliere anche un paio di scarpe anonime, dai colori comodi che vanno su tutti i vestiti e capitava che prendessi anche un modello "da maschietto". Stavolta, però, quando ancora eravamo in macchina, mia figlia mi ha comunicato che voleva le scarpe delle Winxe (plurale femminile di Winx, ovvio) allora le ho chiesto come facesse a conoscerle ma non mi ha risposto. Visto che insisteva e urlava io ho detto: bleh, le Winx. E lei: mamma, bleh lo puoi dire alla cacca, non alle scarpe.

Una volta nel negozio ho capito che per lei Winxe è sinonimo di scarpe rosa, aggraziate, possibilmente con qualcosa di luccicante qua e là. Costavano tutte troppo per me perciò le ho detto che non c'era la sua misura e lei ha capito perfettamente. Purtroppo i geni materni sono esplosi nel momento meno opportuno: non potendo avere quelle rosa ha scelto un paio di scarpe da ginnastica con lacci arancio fluorescenti. Magari dovevo lasciarle prendere le Winxe.

Foto | Flickr

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