Uova di Pasqua: conta più il cioccolato o la sorpresa?

Sono una patita del cioccolato, fatico persino a razionarlo a mia figlia. I ricordi che ho della Pasqua sono legati alle coppe colorate in cui deponevamo i pezzi di tutte le uova che ci regalavano e che duravano un bel po'. Era come se le feste continuassero anche dopo il rientro a scuola, perché sapevamo di poter andare a smangiucchiare nella dispensa, scegliendo tra i pezzi chiari (cioccolato al latte) e i pezzi scuri (cioccolato fondente).

Perciò ho fatto fatica a capire una signora che commentava in un supermercato: quello che alla fine conta è la sorpresa. Facendo mente locale, mi sono resa conto che negli ultimi anni le pubblicità delle uova di Pasqua per bambini si sono concentrate su una gara a chi regala il peluche più grande o il gioco più alla moda. Allora, forse, ben vengano le contaminazioni dall'estero, le tradizioni che si concentrano sulle uova da colorare o da cercare in giardino.

Credo sia importantissimo infatti riportare i bambini al significato originario del gesto: che si sia credenti o meno, l'uovo diventa simbolo di primavera, augurio di fecondità e ultimamente anche di solidarietà, visto che è possibile comprare uova di Pasqua per sostenere associazioni benefiche o il commercio equo e solidale. Quest'anno poi, la Pasqua sarà particolarmente significativa per le popolazioni colpite dal terremoto. In situazioni come questa possiamo trasmettere ancora di più ai nostri figli il valore di gesti e tradizioni che ci riportano costantemente al rapporto con gli altri e al nostro essere comunità.

  • shares
  • Mail