Come prepararsi al parto, una guida pratica con tutto quello che c'è da sapere

prepararsi al parto

Il fatidico momento si avvicina sempre di più e dobbiamo iniziare a pianificare e metabolizzare il tutto, dare alla luce una vita è un evento così immenso ed importante, che la maggior parte delle volte, anche con tutta la preparazione ed organizzazione possibile, le cose non vanno mai come ci si era aspettate. Con questa premessa fondamentale proviamo a pensare come prepararsi al parto e a stilare una mini guida pratica con tutto quello che c'è da sapere.

Sul lato fisico, organizzarsi diventa molto più facile, due sono le cose da fare quando i giorni che ci allontanano dal termine son sempre di meno, la prima è quella di riordinare e sistemare tutti i nostri documenti, le ecografie e le analisi e gli esami di tutta la gravidanza, è la prima cosa che ci chiedono quando arriviamo in ospedale, avere la cartelletta ordinata e pronta per le emergenze è di prioritaria importanza. Ricordatevi tutti i documenti dalla tessera sanitaria al documento d'identità ( valido) sia vostro che del vostro compagno barra marito, ve lo chiedono prima ancor di partorire per preparare le carte che poi serviranno a registrare il bambino presso l'anagrafe ( se non lo fanno in ospedale direttamente). ( continua con la guida dopo il salto)

Passata la fase dei documenti, che potete delegare anche al futuro papà, certo se è una persona affidabile e dai nervi saldi ( il mio è andato in tilt, per la cronaca); arriviamo alla fase della valigia per il parto. La borsa da portare in ospedale deve essere preparata dal settimo mese, e credetemi non son poche le mamme che partoriscono quando meno se lo aspettano.

Cosa deve contenere? Vi dico gli oggetti più importanti, poi ogni clinica fornisce alla futura puerpera, una lista propria; la mia comprende, per voi:

  • Camicie da notte, ampie e bianche per prima del parto, per provare a recuperarle con la candeggina, ma non spendete grosse cifre per i capi da indossare in ospedale.
  • Un pigiama più bello, pantofole e una vestaglia per quando arriveranno parenti ed amici ( qui sì meglio essere più carine)
  • Maxi assorbenti per il post parto, non spaventatevi per le dimensioni ( servono tutte)

  • Intimo, includendo il reggiseno per allattare e coppette assorbilatte, mutandine monouso o comunque low cost.
  • Beauty case completo di trucchi, profumo e piastra. Non bisogna essere perfette come modelle dopo il parto, anche perchè saremo strenuate, ma sentirsi in ordine, leggermente truccate e pronte per il fiume di persone che vi verrà a trovare vi farà sentire meglio.
  • Questo è lo stretto indispensabile mentre per il bambino ( chiedete entrando nell'ultimo trimestre sempre e comunque, all'ostetrica), di solito fanno preparare delle buste di plastica, su cui mettere il nome del bimbo, dicono tre/quattro, io vi dico meglio cinque, può capitare che lo tengano un po' di più come successo a me o che si macchi.
    Dentro le buste: una tutina, calzini, pannolino ( alcuni ospedali li forniscono), body e bavaglino a seconda della stagione, anche se quasi sempre la ciniglia per le tutine e il cotone per il resto sono le migliori opzioni, asciugamani e copertina. Sempre per il bambino e sempre a seconda del tempo, del caldo o del freddo, in valigia dobbiamo mettere il cambio completo per il giorno del ritorno a casa.

    Dopo la preparazione fisica al parto, che comunque è anche un modo per sfogare tensioni e preoccupazioni interiori, insieme alla cosidetta sindrome del nido, che consiste nel preparare la casa per il bebè; passiamo a come prepararsi psicologicamente. Questo tipo di preparazione è molto più delicata e complicata e varia da donna a donna, c'è chi non ci pensa e arriva al momento cercando solo di rilassarsi, chi si documenta e segue attentamente i corsi pre-parto, chi continua a leggere ed indagare tra altre mamme come è stato, per capire come sarà, quanto dolore si proverà e così via. Trovate la vostra dimensione come meglio pensate, non c'è una soluzione, ce ne son tante. L'unica cosa da sapere è quella di essere aperte alla possibilità che niente vada come programmato, che il dolore non sarà mai come l'avevamo pensato sarà di più, molto di più, o di meno , molto di meno, ma la forza innata di noi donne ci sosterrà e la gioia di vedere gli occhi del nostro bambino che sia la prima volta o la quinta, quella sarà così grande da cancellare tutto, ma proprio tutto il resto.

    Foto| Flickr

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