Il rapporto con il pediatra cambia se è uomo o donna

pediatraLa scelta del pediatra è molto delicata e numerosi studi stabiliscono che la gran parte del rapporto con il proprio medico è di tipo non verbale. Lo è ancora di più nel caso dei bambini che non sono ancora in grado di parlare e che percepiscono ancora il mondo più attraverso i sensi che attraverso la logica della parola.

A Trieste pediatri e specializzandi dell'Irccs materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste hanno analizzato, filmando, il rapporto non verbale tra pediatri, bambini e genitori che fanno da tramite tra loro. Ne è emerso che è soprattutto la mimica a determinare il costruirsi di quella fiducia essenziale nel genitore perché la cura sia seguita scrupolosamente e di conseguenza questa fiducia ha effetti sul bambino che affronta la visita con il pediatra con maggiore serenità.

I filmati hanno inoltre dimostrato, analizzando le espressioni del viso e collegandole ai sentimenti che trasmettono, che c’è una notevole differenza d’approccio tra medici uomini e donne, tra giovani e anziani. Le pediatre sono più inclini al sorriso e all’empatia mentre i colleghi uomini tradiscono più facilmente sorpresa e perplessità inducendo le mamme a fidarsi meno.

Il vostro pediatra è uomo o donna? Perché l’avete scelto? Vi trasmette fiducia, lo conoscevate già, ve l’ha consigliato qualcuno? Vi è mai capitato di cambiarne uno perché non mi trasmetteva quella serenità necessaria nell’affrontare le visite mediche con i bambini?

Foto | Flickr

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