Dermatite da pannolino: come curarla

pannoliniEra il 1946 quando una signora americana inventò il pannolino usa e getta aggiungendo al pannolino di stoffa un rivestimento impermeabile fatto con la tenda della doccia. Da lì l’evoluzione dell’idea è arrivata fino a noi e i pannolini pestilenti si possono buttar via senza doverli lavare. Il miglioramento dei materiali e della tecnologia che lascia i bambini sempre più asciutti ha anche ridotto l’incidenza di dermatiti e arrossamenti che però continuano ad affliggere molti dei nostri piccoli.

Huggies ha fatto una ricerca sul problema e ne è emerso che fino al 35% dei lattanti soffre di dermatiti da pannolino dovute all’aggressione di stimoli sia meccanici, per lo sfregamento del pannolino, che chimici o infettivi. Nelle prime quattro settimane di vita il 25% dei neonati ha la pelle arrossata nella zona del pannolino e il fastidio continua anche fino ai 12 mesi.

Se il parere del pediatra conferma che si tratta di una semplice dermatite da contatto o irritativa senza implicazioni infettive, procedere alla cura sarà semplice e non richiederà nulla di diverso dalla routine quotidiana. Un bagnetto aiuta a lenire il rossore, un più frequente cambio di pannolino darà sollievo alla pelle costretta nell’ambiente umido, specialmente quando fa caldo.

Per evitare l’aggravarsi dei rossori è meglio usare prodotti detergenti delicati senza saponi o agenti aggressivi oppure solo l’acqua. È meglio anche evitare di applicare con troppa frequenza paste lenitive all’ossido di zinco perché finiscono per soffocare la pelle. E se poi siete disposte a correre il rischio che il bambino vi faccia uno scherzetto sul tappeto dei giochi, potreste pensare di tenerlo libero per qualche ora al giorno con un semplice paio di mutandine di cotone naturale.

Foto | Flickr

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