Cosa significa prendere un utero in affitto?

utero in affitto cosa vuol dire

Il tema è delicatissimo, i genitori che optano per questa decisione son nei più dei casi disperati, hanno lottato già allo sfinimento con altre pratiche mediche, per riuscire ad avere un bambino, senza successo, e non riescono ad accedere all'adozione classica o sono fuori dai limiti di età. Si sa quanto sia forte quando nasce nella mente il desiderio di un proprio figlio. A mali estremi, estremi rimedi; ma cosa significa prendere un utero in affitto? In quali stati è legale? Quanto è costoso? In che complicato giro ci si va a mettere?

Dato che non sono nè un'esperta in questo campo nè un avvocato ho cercato nel web qualcuno di competente, e prima di tutto ho trovato un'intervista molto interessante del Tirreno a Ezio Menzione, in cui spiega cos'è l'utero in affitto o maternità surrogata e cosa comporta. Prima di tutto, cosa vuol dire in poche parole prendere l'utero in affitto? Significa scegliere di impiantare un embrione, ottenuto dal seme del padre e dall'ovulo di una donatrice, nell'utero di una terza donna. Se donatrice e portatrice fossero la stessa persona questa sarebbe la madre, che legalmente in qualsiasi parte del mondo potrebbe rivendicare la maternità, e proprio per questo si sceglie una portatrice estranea. Tutti devono essere anonimi sia donatrici che madri in affitto, e senza connessione genetica, tutto ciò per garantire che non ci siano battaglie per il riconiscimento o la custodia del bambino. (Dopo il salto i dettagli)

Dove si può farlo? Secondo l'avvocato in alcuni stati degli Usa, in Canada, in Ucraina e nei paesi dell'Est in genere, in India, ma anche, con alcuni limiti, in Inghilterra e Grecia. E adesso vi lascio un pezzo preso direttamente da quest'intervista che spiega nel dettaglio perchè i genitori fanno questa scelta "estrema":

Viene da chiedersi: perché ricorrere a questo con tutti gli orfani in attesa di una famiglia nel mondo?
«Lo fa chi vuole un figlio suo, almeno da parte di padre, e vuole un neonato, perché sopra i 35 anni dell'aspirante genitore l'età dell'adottando cresce. In Italia gli orfani sono pochissimi e il ricorso all'estero è difficile, costoso e lungo».

E con l'utero in affitto?
«Con gli ovuli fecondati gli embrioni si ottengono in due mesi, segue la stipula del contratto in agenzia e 6-7 mesi per la ricerca della surrogata, la madre portatrice: deve essere una donna di fascia media, affidabile, in buona salute, già madre, non primipara. Poi c'è solo il tempo della gravidanza».

Dove si può diventare genitori con questo sistema?
«In alcuni stati americani, in 3 su 5 del Canada, e in India: tutti, etero o omo; in Ucraina e nell'Est solo coppie etero. Poi anche in Inghilterra e Grecia, ma con molte limitazioni: sono esclusi i gay e il passaggio di danaro mentre la portatrice deve essere una parente (sorella, madre) o un'amica».

Quanto costa diventare genitori in questo modo?
«Negli Usa da 120mila a 200mila dollari (150mila euro), perché bisogna aggiungere, per qualsiasi evenienza, l'assicurazione sul bambino, che, non essendo figlio della madre, non può essere coperto da quella della partoriente: la fanno solo i Loyd's di Londra e se e approfittano. In Canada da 90 a 120mila dollari (70-80mila euro), nell'Est da 30 a 50mila euro, in India sui 30mila».
Tutto legittimo?
«Queste casi suscitano scalpore e sono state anche al centro di trasmissioni tv, ma in quei paesi è consentito per cui legalmente è inattaccabile».
E all'arrivo in Italia?
«Gli uffici di stato civile devono solo trascrivere un atto di nascita, legittimo, avvenuto in un altro paese. Il cognome è quello del padre, nella coppia etero compare la moglie, in quella gay la madre è ignota».
Mai sorte complicazioni?
«A Venezia e Milano erano stati avviati procedimenti per violazione della legge sull'inseminazione, ma poi sono stati archiviati "perché il fatto non sussiste"».

Chiaramente da quanto letto capiamo che a parte tutta la pratica in sè che sa tanto di odissea, lo scoglio più grande è il costo, come sempre per pochi e davvero ingente; inoltre ciò che suscita molti dubbi è il fatto che magari finiamo per dare questi soldi ad agenzie e associazioni legali solo di facciata e rimpinzare le tasche di chi dello sfruttamento delle donne ne ha fatto un mestiere. Un'altra questione spinosa è il perchè in Italia e nel mondo (un po' meno negli States), l'adozione deve essere così difficoltosa e molte volte quasi impossibile, insomma questi bambini non starebbero meglio in una famiglia e alla veloce? Ma chiamo in causa voi, cosa ne pensate? Quali sono i vostri pareri a proposito? Lasciateli per noi nei commenti!

Via| Deaweb

Foto| Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: