Una mamma per amica: siamo sicuri che sia una buona idea?

Copertina dvd della serieSe siete tra le poche persone al mondo a non conocere il telefilm Una mamma per amica, vi consiglio di farvi un giro su Tvblog e Blog a puntate oppure di comprarvi i dvd con l'intera serie. In sette anni di programmazione, Una mamma per amica, il cui titolo originale è Gilmore Girls, ha raccontato le vicende di Lorelai, giovane ragazza madre, logorroica, sempre in rotta con i suoi, ma ricca di sense of humor, che si ritrova con una figlia adolescente, Rory, tanto ironica quanto seria, posata e divoratrice di libri.

I primi tempi, mi divertivano molto le avventure delle due ragazze Gilmore, anche per via dei dialoghi serrati e delle battute fulminanti. Poi, la stanchezza della maternità ha rallentato di botto le mie funzioni cerebrali e non sono più riuscita a seguire una puntata per intero. Forse anche perché, all'improvviso, ciò che mi sembrava divertente si è rivelato, ai miei occhi di neo mamma, altamente diseducativo.

Certo, a chi non piacerebbe una mamma che non ha problemi se ti diverti, se segui la tua strada, una mamma che non si impone, che gioca e scherza con te e con te mangia schifezze sul divano mentre vi sparate una maratona di film fino a notte fonda? A me, per esempio. Avrei, come molte di noi, preferito una mamma più discreta, che mi lasciasse più libera di compiere le mie scelte e commettere i miei errori, ma una mamma complice non credo possa andar bene.

Il mito del genitore amico, mamma o papà che sia, è stato sfatato da molti educatori, ma anche da molti figli che hanno subito questo atteggiamento educativo da figli dei fiori (non commenterò neanche quei casi in cui le mamme si mettono in competizione con le figlie adolescenti). Per crescere, un bambino ha bisogno di avere accanto un adulto, che gli indichi la strada, che lo protegga e lo incoraggi. Un amico si mette nei guai con te, ma non sempre può tirartene fuori. Un amico, ti trascina in una direzione opposta, giustamente, ma non sempre riesce a capire cosa è meglio per la tua crescita.

L'adolescente che è in me si sta ribellando mentre scrivo, la mamma che sono sa che è giusto così. L'importante è non oscillare tra i due poli della severità e della complicità. Essere un punto di riferimento per i propri figli, indirizzarli verso comportamenti o attività che riteniamo giusti per loro non significa non ascoltarli o non tenere conto delle loro esigenze. La Ben ha un caratterino tutto suo, è sempre in movimento e pronta a discutere ogni proibizione, ma ha tre anni e questa battaglia per il suo bene non può vincerla lei.

Man mano che crescerà mi toccherà invece dare più spazio ai suoi gusti, al suo punto di vista. Se un genitore rispetta il proprio figlio e non lo tratta come un animale da addomesticare non avrà bisogno di diventare suo amico per conquistarsi il suo affetto. Un figlio che si sente amato, ascoltato e rispettato, mentre viene guidato verso la maturità, sarà un figlio fiero dei suoi genitori e sarà a sua volta un genitore migliore.

Foto | Copertinedvd

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