Quando avevo più o meno tre mesi, mia madre è rimasta incinta e ha quindi smesso di allattarmi. Un po’ perché il luogo comune era che allattando si toglieva alimentazione sufficiente al feto, un po’ perché il latte cominciava a diminuire naturalmente. Ancora oggi molte mamme temono di creare problemi al nascituro se continuano ad allattare oppure temono che le contrazioni uterine possano provocare un aborto spontaneo.

In realtà non vi sono assolutamente controindicazioni all’allattamento in gravidanza. Certo, in caso di precedenti aborti spontanei o di gravidanza problematica la situazione va riconsiderata. Tuttavia, come fa notare la Lega del latte, se il decorso della gravidanza è normale e la mamma sta bene in salute, allora si può non solo decidere di non svezzare il bambino (o passare al latte artificiale), ma addirittura si può procedere con l’allattamento fino a dopo il parto allattando contemporaneamente i propri figli.

E’ in ogni caso fondamentale parlare con il proprio medico di fiducia ed eventualmente con i consulenti della Lega del latte, senza farsi condizionare né da false credenze né tanto meno da sensi di colpa esagerati. In caso di necessità, uno svezzamento graduale non sarà affatto traumatico per il primo figlio soprattutto se progettato per tempo e allietato da nuovi momenti di intimità con la mamma (più coccole, più tempo insieme eccetera). Se a qualcuna di voi è capitato di allattare in gravidanza, ci piacerebbe sapere come è andata e se siete a favore o contro questa esperienza.

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