Stella, la bambina venuta dal freddo

Stella è nata grazie alla prontezza di una mamma: al figlio adolescente, che stava subendo una pesante chemioterapia, suggerì di far congelare il proprio seme, per arginare una eventuale sterilità dovuta alle cure. Più di vent'anni dopo, Chris, divenuto ormai adulto, si è innamorato e ha deciso di avere un figlio e così, nel febbraio 2009, Stella ha potuto prendersi il suo pezzettino di vita.

Sono settimane che questa storia fa discutere anche perché molti si sono posti dei problemi relativi alla salute della bambina: i ventidue anni di congelamento del seme sono infatti un record del settore. Tranquillizzati su eventuali problemi medici, in molti si sono chiesti come faranno mai i genitori a spiegare a Stella da dove è arrivata. Qui concordo con chi ha giustamente fatto notare che quando i genitori diranno che è nata per amore non diranno altro se non la verità.

Tuttavia, per quanto la fecondazione artificiale sia prassi ormai consolidata nel mondo, resto sempre un po' disorientata da tutti questi progressi della scienza. Forse anche un po' spaventata. Da un lato riesco solo a vedere la gioia di una nascita e la felicità di un uomo che dopo il cancro ha riabbracciato la vita non solo grazie alla guarione, ma grazie a sua figlia.

D'altro canto, non riesco a pensare alla nascita di Stella come ad un miracolo. Non lo è. E' frutto della scienza e della tecnologia messe a servizio dell'uomo. Il punto è se tutto ciò che è possibile sia automaticamente anche ammissibile. Ovvero: il fatto che possiamo congelare embrioni o ovuli o il seme, il fatto che possiamo selezionare solo gli embrioni sani, il fatto che possiamo fecondare donne in età avanzata o un utero in affitto o dare un figlio a coppie omosessuali rende tutto questo automaticamente lecito?

Potete leggere, per approfondire l'argomento, l'articolo del Corriere della sera o dare un'occhiata ai vari link riportati dal Portale di bioetica. Per conto mio, al momento, essendo diventata zia da cinque giorni, riesco solo a gioire della nascita di un bambino e a pensare che un atto d'amore, in provetta o meno, resta un atto d'amore.

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