Parto naturale, come affrontare il dolore


Il parto naturale spaventa molto le donne, che temono di non riuscire a gestire il dolore. Ecco come mai sono davvero tante le signore che chiedono espressamente il parto cesareo, spesso ignorando che si tratta di un vero intervento chirurgico e che anche il taglio può avere i suoi dolori, soprattutto dopo la nascita del piccolo. Quello che però è necessario fare è un lavoro psicologico, soprattutto gli ultimi due mesi dal termine.

È proprio questo periodo che le mamme in attesa vivono con più ansia. Provate quindi a discuterne con il vostro ginecologo o con la vostra ostetrica di riferimento, quella che vi ha seguito al corso di preparazione. Per quale motivo? Intanto, perché è possibile studiare delle alternative, quali la scelta di una struttura che fornisca l’epidurale o che abbia una sala dedicata al parto in acqua.

La vasca per il parto in acqua può essere utilizzata durante la fase del travaglio (non è necessario partorire lì dentro se non lo si desidera) perché l’acqua ha un notevole potere analgesico. È molto utile, anche, fare qualche seduta di agopuntura. Questa tecnica tipica della medicina orientale è stata collaudata per la preparazione al parto e soprattutto sembra verificata la capacità di alleviare il dolore.

Inoltre, se siete in fase di travaglio, ricordate che ci sono delle posizioni, dette antalgiche, in grado di rendere più sopportabile alla mamma questo momento. Per esempio, provate ad accovacciarvi con i talloni ben appoggiati per terra e le ginocchia divaricate. Sicuramente vi sentirete meglio. Circondatevi solo di persone con cui vi sentite a vostro agio: ciò vuol dire che ben venga la presenza del padre se vi fa stare serene e vi aiuta a distrarvi, ma vuol anche dire lasciarlo pure in corridoio ad aspettare se la sua faccia preoccupata tende solo a farvi salire l’ansia.

Foto | © TM News

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