Per la donazione cordone ombelicale a chi possiamo rivolgerci?

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Quando siamo in attesa di un bimbo siamo presi da tante ansie e preoccupazioni e concentrati sulla nascita, sul desiderio e la gioia di vederlo vagire, appena nato, sul pancione. Tutto il resto non conta. Eppure qualcosa d'altro di importante possiamo farla: donare e conservare il sangue del cordone ombelicale che può dare una speranza o salvare la vita di un altro bimbo o di qualcuno meno fortunato di noi affetto da gravi patologie, perchè può sostituire il trapianto di midollo osseo nella cura di varie malattie del sangue -leucemie, linfomi, anemia mediterranea, e altre-.

Conservare il sangue del cordone ombelicale è utile anche per tutelare la felicità futura dei nostri bimbi- nel caso ci sia una patologia in atto al momento della nascita o di cui ci è accorti durante le analisi in gravidanza-, ed è una forma di altruismo se si decide di donarlo per aiutare il prossimo.

Se decidiamo di donarlo non dobbiamo preoccuparsi perchè il nostro bimbo o noi stesse possiamo correre dei rischi, perchè non è così. Il sangue viene prelevato con un ago dalla vena ombelicare -sul cordone- dopo la nascita del piccolo, sia dopo un parto naturale che dopo un cesareo. Può essere prelevato e conservato anche per molti anni e sostituire un eventuale trapianto di midollo osseo.

Ma a chi possiamo rivolgerci? Il prelievo del sangue placentare può essere eseguito in qualsiasi ospedale. Per avere informazioni su come muoversi per fare la donazione, vi segnalo il sito di Adisco, la prima associazione al mondo che raccoglie le donne disposte a donare il sangue del cordone, e le linee guida del Ministero della Salute.

Foto | Flickr

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