Le perdite a inizio gravidanza devono preoccupare?


L’inizio della gravidanza è sempre una fase delicata ed è anche quella che desta maggior preoccupazione, perché è proprio nel primo trimestre che si manifestano le minacce d’aborto. In questo contesto, parliamo delle perdite nelle prime 3-4 settimane. Qualche giorno fa abbiamo elencato i sintomi della gravidanza e tra questi c’è l’assenza di mestruazioni. In realtà alcune donne hanno delle piccole perdite e le signore con ciclo scarso spesso le confondono per reali mestruazioni.

Queste tracce ematiche, in genere di colore molto scuro, sono il risultato della rottura dei capillari della parete dell’utero e dipendono dall’annidamento della gravidanza, ovvero dal concepimento. Si chiamano anche perdite da impianto. Non sono quindi mestruazioni ed è bene non confonderle. È abbastanza facile distinguerle, perché non comportano i classici dolori e soprattutto si manifestano in assenza di sindrome premestruale.

Inoltre, sono delle piccole perdite e anche il colore è ben diverso. Ragazze, se avete avuto un’esperienza simile potete stare tranquille e iniziare a vivervi quello che probabilmente sarà l’esperienza più bella della vostra vita. Superata la quarta settimana, le perdite potrebbero avere però significati differenti. State quindi molto attente alle emorragie o ai flussi di sangue abbondanti. Sono considerate un sintomo dell’aborto.

Come comportarsi? Il consiglio è quello di chiamare immediatamente il vostro ginecologo e recarsi al pronto soccorso. Molte strutture hanno un PS ginecologico e qui potete trovare tutta l’assistenza di cui avete realmente bisogno. Non abbiate paura di disturbare, meglio un controllo in più per nulla, che esporsi a rischi inutili. Esistono poi altre perdite, alcune possono essere giallastre e dipendere da un’infezione da Trichomonas vaginalis, bianche tipiche della leucorrea gravidica (infezione urinaria). In ogni caso, la regola è sempre la stessa: avvertire il medico.

Foto| TM News

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