Autismo nei bambini: le ricerche sui neuroni specchio

L'autismo è un disturbo di cui si è cominciato a parlare solo nel ventesimo secolo, riguarda la sfera relazionale, si presenta sotto diverse forme e quindi con diversi livelli di gravità. Il bambino affetto da autismo non riesce a comunicare o integrarsi nella società.

Una diagnosi precoce può consentire ad alcuni bambini di guarire dal disturbo, ma il problema è proprio questo: spesso la diagnosi non avviene prima del diciottesimo mese di vita. Per questo alcuni team di ricerca puntano allo studio dello sviluppo dei bambini entro i primi mesi di vita.

Ricerche recenti hanno puntato l'attenzione sui neuroni specchio. Questi neuroni ci consentono di osservare le azioni degli altri e di riprodurle, di comprenderle, di entrare nella partecipazione empatica e dunque nella relazione con l'altro.

In Svezia, ad esempio, nel Babylab di Uppsala, ponendo una cuffia di elettrodi sulla testa dei neonati, si sono resi conto che nei bambini affetti da autismo la quantità di neuroni specchio è minore che negli altri bambini. Questa ipotesi apre nuove prospettive sulla realtà dell'autismo.

Se siete curiosi, sul sito Asia.it, potete vedere un'intervista a Vittorio Gallese, uno degli studiosi che ha scoperto il meccanismo e l'importanza dei neuroni a specchio. Se invece siete personalmente interessati al problema, in rete ci sono l'Associazione nazionale genitori soggetti autistici, Autismo perché (fondata sempre da genitori) e numerosi altri gruppi di riferimento.

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