Ero una ragazzina quando sentii Avrai in radio, per la prima volta. Poiché tendo ad essere un po’ nostalgica, forse anche un po’ triste, la canzone mi colpì subito. Non che io ami particolarmente Baglioni, ma questo brano fece subito breccia nel mio cuore.

Era il 1982 e mi colpì scoprire che l’aveva scritta per suo figlio. Non pensavo che un padre potesse fare una cosa del genere (oltre portarti a comprare Topolino la domenica mattina intendo). Per inciso, oggi Giovanni Baglioni è un chitarrista di successo, con tanto di sito non ufficiale realizzato dai fan, su cui potete trovare molte informazioni.Intanto, come al solito, vi ripropongo le prime rime della canzonegrazie ad Angolotesti.

Avrai
avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle/storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d’aerei supersonici che fanno alzar la testa/e il buio all’alba che si fa d’argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare/schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate/un treno per l’America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare/un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline/avrai un legnetto di cremino da succhiare

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