Gino paoli, il pettirosso, la pedofilia

Gino Paoli ha scritto Il pettirosso, una canzone in cui un pedofilo, in punto di morte, viene perdonato dalla sua piccola vittima. Naturalmente, polemiche a non finire. Io me le sono perse tutte, chissà dov'ero. La canzone fa parte dell'album Storie, in vendita dal 23 gennaio 2009. Paoli è stato persino convoncato dalla Commissione Infanzia. I cantanti, a prescindere dal testo della canzone, si sono schierati più che a favore di Paoli a favore della libertà d'espressione degli artisti.

Paoli ha difeso le sue ragioni nella trasmissione Che tempo che fa, leggendo il testo della canzone e parlando della pietas che la vittima proverebbe verso quello che, secondo lui, è evidentemente un matto. Ora i pedofili, chiariamolo, non sono malati di mente e il testo mi fa piuttosto orrore. Perciò, Commissione a parte, sicuramente è un testo che getta ombra su Paoli e sul suo punto di vista riguardo la pedofilia. In casi come questi, sinceramente, preferirei sentir dire: volevo trasmettere un'idea ben precisa, ma evidentemente l'ho fatto male.

Vi riporto una parte del testo, datemi anche voi la vostra opinione: aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni/... Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant' anni incontrò un bambino/...e non sapeva cos' è bello e cos' è brutto/e l' afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/...c' era paura e c' era male». [...] «E il male lo afferrò proprio nel cuore/...e lei allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò la faccia».

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: