Mamme in rete: non solo blog, ma anche solidarietà e iniziative concrete

Targa con scritto web mom
Quante sono le mamme in rete? Più di quante pensiamo. Tra blog che narrano con tono ironico la routine delle mamme, siti che si occupano di ciò che serve per il bambino, spazi per il confronto tra le puerpere e le future mamme lo spazio occupato in internet da noi mamme, e parliamo solo dell'Italia, è veramente considerevole. Chiara Cecilia Santamaria ha provato a tracciarne un quadro completo per le pagine di Style, approfittando del work shop sul tema che si è tenuto a maggio a Milano. Durante tale work shop sono state anche messe a punto una serie di richieste da presentare al ministro per le pari opportunità.

Mi chiedo, leggendo l'articolo, se la rete possa sostituire quel prezioso tramandarsi di esperienze che una volta avveniva tra le donne della famiglia. Sicuramente la rete offre orizzonti più vasti, la possibilità di sentire, come dire, più campane. Il rovescio della medaglia, tuttavia, sta nella mancanza di contatto fisico, nel mutuo aiuto, nell'idealizzazione delle nostre interlocutrici. Limite che può essere facilmente superato se il web può essere poi occasione di incontri non virtuali.

Una mia vecchia amica ha in questo senso smentito tutti i pregiudizi su internet perché è stato tra un collegamento virtuale e l'altro che ha trovato un marito e diverse mamme, poi conosciute personalmente, con cui confrontarsi. Io sono invece nella situazione opposta: non una delle donne e mamme che frequento abitualmente usa il computer o lo ritiene utile per rintracciare informazioni.

Poiché sono sempre ottimista quando si possono moltiplicare le risorse delle donne, la metterei su questo piano: la rete è un ottima risorsa se ben gestita, l'importante è che non ci dia l'illusione che i commenti ai post altrui o le pagine del nostro blog personale possano sostituire il dialogo o anche le accese discussioni con chi ci vive accanto.

Via | Style
Foto | Flickr

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