Dal nido alla materna: un passaggio difficile per i genitori

Passare dal nido alla materna non è facile. Quando la Ben, a settembre, scoprirà che nel suo nuovo asilo non ci sono le vecchie maestre ci rimarrà decisamente male. Come tutti i bambini, però, verrà presa dall'entusiasmo per la novità, per gli spazi più grandi, per le attività più adatte ad una bambina di quasi quattro anni. Chi avrà difficoltà nel superare la crisi siamo noi genitori. Le mie amiche mi hanno già avvisata: dimentica la maestra che si ferma a chiacchierare, dimentica il resoconto del pranzo, dimentica quell'atteggiamento da vice mamma che le attuali maestre hanno nei confronti dei piccoli.

Non è cattiveria, ovviamente, solo che i bambini sono più grandi, una sola maestra gestisce una classe piuttosto numerosa, sono diverse le competenze che il bambino acquisirà nei prossimi tre anni e così via. In effetti, anche a noi genitori tocca crescere, accettare che non è più necessario sapere tutto e neanche temere più per il distacco: quei passaggi li hanno già affrontati e se la caveranno meglio della prima volta.

Se penso però alla pazienza che il gruppo di educatrici ha avuto con la Ben urlante, ma anche timida; inappetente, ma scatenata e con me che chiacchieravo troppo o me ne andavo col cuore in pezzi perché lasciavo lì il mio cucciolo come se lo stessi abbandonando, non posso che stimare tutte queste persone che per passione lavorano con i più piccoli e li trattano non solo con la competenza che è loro richiesta, ma anche con molto affetto. Certo, ogni tanto qualcuna meno gentile c'è, ma le più brave rendono onore a questo bellissimo mestiere.

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