Babysitter: necessità reale o moda contemporanea?

Mary PoppinsE’ una necessità , inutile ribadirlo, non tutti hanno nonni, sorelle o altre figure simili disposte a prendersi cura di tuo figlio durante il giorno, le mamme lavoratrici aumentano e di conseguenza aumenta la richiesta di babysitter, tanto da farci pure un reality, S.O.S. Tata, scriverci libri e sentenziare/condannare le mamme che non si comportano da tali.

Nascono le scuole, corsi organizzati dai comuni per istruire le future tate, libri, che consigliano sul come sceglierle, quando usufruirne e perché, la televisione le condanna o le fa diventare star, un vero e proprio mondo che si sta evolvendo seguendo gli inevitabili cambiamenti del secolo.

I ritmi della maggior parte delle donne sul lavoro non sono più lenti di quelli degli uomini, i figli si fanno dopo i trenta e la maternità dura sempre meno, di conseguenza le mamme casalinghe stanno sparendo dallo scenario italiano, vuoi per piacere o per necessità, uno stipendio in casa non basta, la generazione di mamme moderne si concede al massimo un periodo di maternità più o meno lungo, dipende se sono lavoratrici dipendenti o libere professioniste, per l’ultimo esempio la parola maternità è stata tolta dal vocabolario data l’assenza di aiuti per la categoria.

Di conseguenza la babysitter, tata o Mary Poppins del momento è diventata indispensabile, almeno fino all’età da asilo, fortunati a parte che trovano posto nei nido, ma bisogna andare a prendere il bimbo e non sempre la giornata lavorativa coincide con la giornata dell’asilo.

Le tate possono essere studentesse, che devono arrotondare per sopravvivere, fino ad arrivare alle professioniste del settore con credenziali a seguito, costano, in media dagli 8 ai 10 euro all’ora, e sembra incredibile come siano riuscite ad entrare nella vita quotidiana di molte famiglie italiane pur non venendo riconosciute come lavoratrici.

C’è chi di babysitter ne ha più di una, per tutte le esigenze e periodi della giornata, attirando malignità perché la scelta priva di attenzioni materne il bambino, e chi nemmeno mezza, perché non se la può permettere, e si arrangia da nonni e simili sperando di cavarsela.

La riflessione a cui vorrei arrivare consiste proprio nel valutare i cambiamenti di questa generazione, sparisce la casalinga, la mamma lavoratrice è diventata la norma, la figura della tata ha raggiunto una importanza incredibile, così come gli asili e i centri per l’infanzia, ma non nasce nessuna nuova struttura per aiutare le mamme in questa direzione, e poi ci stupiamo se i figli si fanno sempre più tardi e se in media la famiglia italiana oggi è composta solo da tre elementi.

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