La valigia per il parto è pronta ormai da qualche settimana, chiusa con tutto l’occorrente al suo interno, in attesa di queste ultime due settimane che ci separano dal parto. Vederla tutte le sere, sotto la finestra in camera da letto mi rassicura e mi fa pensare che ci siamo quasi ed è tutto pronto. La valigia è di sicuro l’ultimo passo che ogni futura mamma deve fare dall’ottavo mese in poi, prima del lieto evento. In quest’epoca è già tutto pronto: il corredino per il bimbo, il necessario per l’ospedale, le ultime analisi fatte… basta solo raggruppare tutto e aspettare.

Sono al secondo parto e la valigia è nettamente più piccola della prima volta. Sulla mia pelle ho imparato che non serve portarsi tutta casa dietro e che per qualsiasi dimenticanza o aggiunta, c’è il futuro papà a disposizione che farà la spola tra casa e ospedale. Ogni reparto maternità ha, comunque, una lista indicativa su cosa serve veramente per il ricovero, ma in linea di massima sono sempre le stesse cose: dai quattro ai sei cambi per il piccolo – tutine, body, calze, cappellino, asciugamani se c’è il rooming-in, una copertina – un paio di camicie da notte per la mamma, la vestaglia, pantofole, asciugamani, tessera sanitaria e documenti vari insieme agli ultimi esami svolti in gravidanza.

Per il parto ho messo una camicia da notte bianca, a maniche corte e che si apre davanti per agevolare l’allattamento subito dopo la nascita, un paio di calze sempre bianche – dopo si lava tutto più facilmente se non è colorato – una fascia ed elastici per i capelli. Non possono mancare caramelle o piccoli biscottini che danno la giusta energia durante il travaglio, salviettine rinfrescanti, burro di cacao e devo ricordarmi di portare anche una bella bottiglia d’acqua. Per i giorni di degenza sono bastati un paio di reggiseni per l’allattamento (rigorosamente almeno una taglia superiore a quella che si porta a fine gravidanza), qualche coppetta assorbilatte e la crema per i capezzoli da mettere da subito. Mai sottovalutare la prevenzione anti-ragadi.

Da non scordare tutto il necessario per il bagno, dagli asciugamani al detergente intimo, spazzolino da denti, spazzola per i capelli e via dicendo. Ho trovato utilissimo un consiglio che mi diede una mia amica: portare lo scottex. Possibilmente bianco, preferibilmente il panno carta è un ottimo alleato al posto dell’asciugamano da bidet, tanto che l’ho usato per tutto il periodo delle lochiazioni nel post-parto anche a casa, salvando gli asciugamani da probabili macchie difficili da debellare.

Sempre per le lochiazioni, da subito dopo il parto – sia per i naturali che per i cesarei – c’è bisogno degli assorbenti e ne esistono di appositi sia in farmacia che nei negozi specializzati come Prenatal e Chicco. Ho provato i primi e mi sono trovata benissimo, ma molte amiche mi hanno detto di aver utilizzato gli assorbenti grandi tipo Tena-Lady avendo gli stessi risultati. Per prevenire infezioni vengono richiesti gli slip usa e getta o quelli a rete. A parte l’aspetto poco “femminile” sono veramente comodi e quindi eccomi a metterne in valigia tre confezioni da due slip a rete ciascuna.

Nella clinica dove andrò a partorire si pratica il rooming-in 24 ore su 24 quindi ho dovuto inserire in valigia anche le salviettine per il culetto, mentre a fornire i pannolini e il necessario per il cordone pensano direttamente loro. Se avete il nido è meglio preparare i cambi del bebè in singole bustine trasparenti – ottime quelle per i surgelati grandi -su cui scrivere il nome e cognome vostro o del bambino e che andranno consegnati alle ostetriche.

Se nella valigia c’è ancora spazio potete pensare anche al ritorno a casa, mettendo il cambio per la mamma per le dimissioni. altrimenti può essere preparato e fatto portare in un secondo momento. Inutile dire che dopo aver partorito, o almeno nell’immediato post-parto, non si torna alla taglia di prima, quindi meglio prevedere un abbigliamento comodo: il fisico piano piano si riassesta, ma deve passare almeno un mesetto prima di ritrovare confidenza con i vecchi e cari pantaloni attillati.

Una cosa che avevo fatto per il parto precedente è stata il preparare una piccolissima valigia da portare sempre dietro se ci allontanavamo troppo da casa nell’ultimo periodo con all’interno l’occorrente per il travaglio e il primo cambio del bebè. In quella occasione non è servita e così questa volta ne ho fatto a meno, inserendo tutto nello stesso comodo trolley. Cosa manca? C’è chi mette un cambio per il papà, tipo una camicia o una maglia di ricambio nel caso voglia assistere al parto o almeno al travaglio. L’altra volta l’ho fatto, ma non è servito, così in valigia non c’è niente per lui, poi vi saprò dire se ho fatto male. La macchinetta fotografica, pronta ad immortalare i primi momenti insieme e il carica batterie del cellulare indispensabile, visto che di sicuro vi squillerà molto in queste giornate.

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