Come avviene l'aborto spontaneo e quali sono i sintomi


L’aborto spontaneo è molto comune ed è anche doloroso, oltre che fisicamente, emotivamente. Si definisce così l’interruzione naturale della gravidanza nelle prime settimane di gestazione (entro la 20esima settimana). Purtroppo il primo trimestre è molto delicato ed è proprio in questa fase che il tasso di aborto è più alto. Come mai avviene questo meccanismo di rifiuto della gravidanza?

Le cause possono essere numerose e non sempre c’è una spiegazione logica. Nella maggior parte dei casi (80%) si parla di anomalie cromosomiche, ma può anche dipendere da alcune malattie della donna, come una malformazione dell’utero, l'endometriosi, o il diabete. Spesso l’aborto è imputato a uno stile di vita poco sano: la mamma magari fuma, assume droghe, fa uso di alcol o magari conduce una vita troppo frenetica.

L’aborto purtroppo spesso si manifesta a seguito di un forte stress o di un dolore enorme. È molto importante, per prevenire questo problema, stare attenti ai segnali, soprattutto alle perdite. Nel primo trimestre spesso sono dovute semplicemente all’annidamento della gravidanza, ma è sempre meglio allarmare il proprio medico per sicurezza. Tenete monitorata la pressione, che non deve mai essere troppo alta, e ovviamente anche i dolori addominali (quali crampi e contrazioni).

Nelle prime settimane a volte le minacce di aborto sono comuni, ma rientrano con un po’ di riposo. Il medico in linea di massima può certificare la diagnosi con una semplice ecografia e in caso di interruzione, procedere con il raschiamento. Si può distinguere, tra l’altro, tra tre tipi di aborti spontanei differenti: quello completo, quando la mamma espelle tutte le componenti fetali, e quello incompleto, ovvero quando una parte resta nell’utero. Infine, c’è quello interno, caratterizzato dalla morte del feto all’interno della donna.

Photo Credit| TM News

  • shares
  • Mail