Come fare l'inserimento all'asilo nido ed evitare traumi al bambino

L’inserimento all’asilo nido è un passo davvero importante per il bambino, ma anche per la sua mamma. Il distacco, infatti, è vissuto con dolore da entrambe le parti. È possibile però rendere meno traumatico questo passaggio, seguendo una serie di indicazioni. Partendo da presupposto che il piccolo non può e non deve essere parcheggiato al nido in fretta e furia per rientrare al lavoro, è bene studiare un percorso senza ansia attraverso cui dare al bimbo il tempo necessario per adattarsi alla nuova situazione.

C’è un primo periodo, chiamato inserimento, durante cui il bimbo viene accompagnato dalla mamma, ma va benissimo anche il papà, e il genitore si ferma con l’educatore all’asilo. In questo modo il bimbo prende confidenza con l’ambiente, con l’insegnante e un pochino anche con la presenza di altri bambini. Questo passaggio è forse quello più importante ed è giusto farlo durare tutto il tempo necessario.

In linea di massima, l’inserimento può protrarsi dai 10 ai 20 giorni. Come funziona? Il genitore si ferma la prima oretta (ma anche meno, 30 minuti possono essere sufficienti) e lascia il bimbo con gli educatori fino al pranzo. Rientra poi per la pappa. Ogni giorno il periodo della separazione diventa un po’ più lungo, fino a quando il piccolo non prova a pranzare in assenza della mamma e del papà.

Ci sono bambini che vivono il nido serenamente e bimbi che si sentono abbandonati. Ciò che conta è essere consapevoli che potrebbe essere un momento complicato. Per questo motivo ci vuole dialogo e complicità con gli educatori. Lavorate in squadra. Alcuni bimbi, tra l’altro, avranno un momento di regressione: ci sono quelli che non vogliono più mangiare cibi solidi, quelli che saltano il pisolino o che poi rifiutano la mamma. Tutto passerà nel giro di un paio di mesi, non abbiate fretta si saltare le tappe.

Foto| Tm News

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