Cordone ombelicale: donazione o conservazione per uso autologo. Prima parte.

Donare o conservare per sé il cordone ombelicale? Da pochi anni si parla, sempre troppo poco, della donazione del cordone ombelicale. L'importanza del sangue contenuto dal cordone è data dalle cellule staminali. Le cellule staminali, a differenza di tutte le altre cellule presenti nel nostro organismo, non hanno ancora ricevuto, come dire, il loro programma di lavoro, perciò, grazie ai progressi della medicina, possono essere indirizzate a piacere per riparare organi o tessuti. Grazie a queste cellule possono essere combattuti diversi tipi di leucemia infantile nonché altre gravi patologie che riguardano il mondo dell'infanzia.

In Italia, per legge, è possile donare il cordone, ma non conservarlo per uso personale. Ci sono solo alcuni ospedali che hanno le attrezzature per conservare, perciò è importante scoprire se sono presenti nella nostra zona di residenza o meno. In ogni caso, attivando una procedura particolare, quando si è ancora in gravidanza, è possibile dare il consenso al prelievo del cordone, che verrà poi trasportato nel centro più vicino e conservato per venticinque anni.

Con il nostro consenso, attenzione, diamo anche il lasciapassare a tutta una serie di esami che vengono fatti pre e post parto per accertarsi che non siamo portatrici, e il nostro bambino con noi, di una serie di patologie incompatibili con la donazione. Questa può avvenire sia in caso di parto naturale che cesareo. Il sito di riferimento per la donazione del cordone è quello dell'Adisco- Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale. Sul sito potete trovare, ad esempio, la mappa dei centri attrezzati per la raccolta, le informazioni per attivare la procedura di donazione, le testimonianze di mamme famose come Ambra Angiolini ed un video esplicativo.

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