Cordone ombelicale: donazione o conservazione per uso autologo. Seconda parte.

Immagine dal sito Adisco
In Italia è prevista, come ho già detto nella prima parte del post, la donazione del cordone ombelicale, ma non la conservazione per uso autologo, ovvero solo per il donatore del cordone. Per tutte le informazioni relative alla donazione del cordone ci si può rivolgere all' Adisco- Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale, sul cui sito sono indicate le sedi presenti in tutta Italia nonché una serie di email e di numeri di telefono da contattare.

Cosa fare se invece noi vogliamo conservare il cordone per nostro figlio? Per conservare il cordone ad uso esclusivo di nostro figlio, possiamo rivolgerci a Istituti privati, presenti all'estero, dove è consentita tale pratica al costo di circa 2/3.000 euro per il prelievo e la conservazione, più una quota annuale che viene versata per tutto il tempo della conservazione (circa venticinque anni, il massimo consentito dalle tecniche oggi conosciute).

Cosa conviene fare allora? Donare o conservare per sé? Istintivamente viene da dirsi: conservo per me il sangue del cordone. Se un domani mio figlio ne ha bisogno e scopro che non è più disponibile perchè già donato ad altri? Su questa argomentazione mettono ovviamente l'accento i centri privati, per cui la donazione è un vero e proprio affare.

L'Adisco, invece, riportando articoli di esperti nel campo, sostiene che la condivisione del cordone non pregiudica affatto la sua disponibilità per il donatore e ricorda che comunque nell’ambito della donazione pubblica, è già contemplata e correntemente praticata la raccolta del sangue placentare cosiddetto “dedicato”, vale a dire conservato esclusivamente per quel bambino o per quella famiglia nella quale già esiste una patologia riconosciuta essere suscettibile di potersi giovare dell’uso di cellule staminali da sangue di cordone ombelicale.

La questione insomma è controversa e tocca diversi punti di ordine etico, economico, pratico, organizzativo. In rete potrete trovare molti articoli sulla questione. Oltre a quelli già citati, vi rimando, come al solito, alla rivista Uppa e al sito Mammeonline dove trovate il racconto di una mamma. Infine vi raccomando di rivolgervi ad un consultorio, al vostro medico curante o alle ostetriche del corso preparto. Se invece avete già fatto una scelta, magari raccontateci perché.

Foto | Adisco

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