Le riviste per mamme e bambini che trovo in edicola non sono proprio il mio genere. D’altronde non compro neanche riviste tipicamente femminili o dedicate a diete e benessere. Ho infatti la netta sensazione che più che essere riviste, questi giornali siano delle grosse produzioni pubblicitarie. Se riescono a convincerci che siamo incapaci (come mamme), insignificanti (come donne), ignoranti (tutte le categorie comprese) allora possono davvero convincerci a comprare di tutto.

Mi sono perciò rincuorata quando ho letto su Uppa, on line, un commento che smonta in modo ironico un articolo tipo di tali riviste per mamme. La sensazione, che io avevo, di andare in confusione di fronte a certi consigli ora capisco che non è una sensazione. Tra luoghi comuni (la verdura fa bene già dal quarto mese) e contraddizioni (l’Oms consiglia però solo latte fino al sesto mese) il genitore si perde e alla fine si butta sui rassicuranti omogeneizzati.

Il consiglio dei pediatri di Uppa, invece, è fare meglio con meno. Ovvero: semplificare, semplificare, semplificare. Il bambino è curioso verso i nostri cibi? Lasciamolo piluccare con noi a tavola, con i suoi tempi. Oggi come oggi, infatti, allevare un figlio sembra una questione riservata solo agli specialisti e non a noi genitori. Vi invito, in tal senso, a leggere anche la lettera indirizzata ai genitori, che compare nella home page proprio in questi giorni e a dare il vostro parere.

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