Citomegalovirus in gravidanza, cosa fare in caso di Igg positivo

citomegalovirus in gravidanza

Meno conosciuto che la listeriosi o la toxoplasmosi, il citomegalovirus in gravidanza non è però meno pericoloso delle più comuni malattie. Anche se non ha alcuna conseguenza per la futura mamma, questo virus potrebbe essere molto pericoloso per il bambino e causare danni seri alla nascita e in futuro. Il citomegalovirus è un virus della famiglia degli herpes virus, anche se è spesso asintomatico e quindi passa inavvertito, è il responsabile di molti casi di difetti e problemi al momento del parto. Qualsiasi persona sana può prendere il virus senza rendersene conto e passarlo quindi senza saperlo. Il virus anche se non è in realtà dannoso per la futura mamma è un fattore di alto rischio per il bambino e dunque dobbiamo proteggerci. Come?

Nei primi mesi di gravidanza, gli esami del sangue sono e lo ribadisco, fondamentali, tra le tante cose possono indicare se la madre è immunizzata o meno contro questo virus. Se non lo è, per prima cosa la futura mamma deve limitare il contatto con le persone che sono potenzialmente portatori del virus, come i bambini piccoli alla scuola materna, ambiente dove lo scambio di microbi è altissimo. Poi bisogna lavarsi le mani frequentemente, non mescolare le posate, con una maggior attenzione alle norme igieniche, il rischio di infezione da citomegalovirus sarà ridotto al minimo.

Ma cosa fare se le analisi indicano un'infezione da citomegalovirus e quindi in caso di IgG è positivo?

Se l’esito è positivo, per prima cosa meglio ripetere l’esame per essere sicure, tanti sono i casi di falsi positivi. Se l’infezione primaria in gravidanza viene confermata, è bene rivolgersi ad una struttura specializzata. A questo punto bisogna capire se l’infezione è passata al bambino oppure no, per questo occorre rivolgersi ad un centro specializzato, dove viene effettuata un’ecografia fetale di secondo livello. In più, si esegue l’amniocentesi, attraverso la quale si riesce a sapere con esattezza se il virus è presente nel liquido amniotico e quindi l’infezione è passata al feto. Se l’esito dell’amniocentesi è negativo, si può stare tranquille. Se l’esito è positivo, è indispensabile una consulenza prenatale insieme ad un esperto per analizzare il caso individuale.

Via | Plurielle.fr, nostrofiglio.it

Foto | flickr

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