I bambini sopportano i viaggi molto meglio di quanto pensiamo. Noi dobbiamo principalmente assicurarci: di montare perfettamente il seggiolino auto; di avere scorte di acqua e cibo; di fare soste frequenti; di aver preso il cd con le loro canzoni preferite, il loro orsacchiotto e i libri delle favole.

In effetti, loro si stancano ma si divertono, anche. Siamo noi genitori a soccombere alle loro richieste e alla fatica che comporta l’organizzazione delle vacanze. Posso solo verificare che col tempo è sempre meno stressante viaggiare perché i bambini crescono, si interessano al panorama, cantano.

Noi per esempio anche quest’anno ci siamo organizzati per “scendere” in Puglia, la mia madre patria nonché terra dei nonni della Ben. Sono circa 850 chilometri di autostrada e non è uno scherzo farli con a bordo un bebè.

Quando la mia piccola aveva appena sei mesi, abbiamo viaggiato di notte e ha comunque urlato quasi tutto il tempo. Crescendo abbiamo provato a spezzare il viaggio in due, pernottando nelle Marche. La situazione è migliorata, ma la peste è cresciuta e per tutto il viaggio mi tocca cantare, raccontare favole e far parlare i pupazzi. Se mi seguirete in questa serie di post scoprirete cosa ci è successo quest’anno.

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